Bambini in viaggio: quali precauzioni prendere, come distrarli, come sopravvivere. Seconda parte ovvero il trascinamento del pupo in auto.

Il seggiolino è a posto, abbiamo preso i cd, i libri, i pupazzi, l’acqua, il latte; le valige sono in macchina già dalla sera precedente. Contiamo di partire non appena la piccola si sveglia. Solitamente ci butta giù dal letto verso le sei e mezza, massimo le sette.

La mattina della partenza, però, decide di non aprire gli occhi prima delle otto e un quarto. Abbiamo fatto tutti i rumori di questo mondo, ma non c’è niente da fare, ci tocca entrare in camera e svegliarla. Il rumore della porta è sufficiente per farle aprire gli occhi.

Dopo aver fatto colazione, si mette comoda in poltrona perché vuole guardare un cartone. Inizia la guerra: non vuole lavarsi né vestirsi. È contenta di andare dai nonni, ma è anche troppo agitata o emozionata e cerca di rimandare il distacco da casa. Inoltre, non vuole mettersi il pannolino. Ha ragione: ormai lo ha tolto, ma non abbiamo mai viaggiato per lunghi tratti senza, quindi un’altra battaglia.

Finalmente siamo in macchina, esausti in quanto svegli dalle sei del mattino. Lei invece nel pieno delle energie ci chiede subito il cd con Johnny il bassotto e, visto che non guido, inizio il mio lavoro di animatrice turistica su quattro ruote e intanto entriamo in autostrada.

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