Bambini in viaggio: quali precauzioni prendere, come distrarli, come sopravvivere. Terza parte ovvero i danni da autogrill.

Maxi contenitore di M&m's
In viaggio con mia figlia: ovvero come esercitare l’arte della pazienza. Quest’anno effettivamente è cresciuta e non urla più come un’ossessa: tiratemi viaaaaaa, fatemi uscire di quiiiiiii! Ora dopo aver controllato che anche io e suo padre abbiamo agganciato le cinture comincia però ad assolvere al ruolo di navigatore: papà tieni tutte e due le mani sul volante! Vai piano! Vai veloce! Trova posto per parcheggiare!

Non siamo in viaggio da neanche due ore, ma decidiamo di fermarci. L’autista ha bisogno di una seconda colazione, io di riposare le orecchie. Riusciamo solo a centrare l’obiettivo colazione perché nel tempo passato all’autogrill la peste ha cercato di farsi comprare tutti i giocattoli (chi le avrà mai parlato dei Gormiti?), dopo averci comunque giocato; ha voluto un bel gelato che in due minuti si è spappolato per terra e ha tirato via e rimesso in ordine tutte le ciabattine da mare dell’espositore. Per fortuna non ha ancora identificato il distributore di M&M's.

Quando riusciamo a convincerla a risalire in macchina è passata un’ora, ma va bene così, almeno ci siamo sgranchiti le gambe. Appena ripartiti ricomincio a raccontare favole, mentre lei scopre che col piedino nudo riesce ad abbassare il finestrino e con i denti a tirare giù la tendina parasole. Ma tanto fuori piove. Anche dentro, a pensarci bene, visto che sta usando la tettarella del biberon come un idrante. Ma ormai, chi ci fa più caso?

Foto | Flickr

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