Siamo diretti in Puglia, abbiamo percorso solo metà strada. Vorremmo tanto dormire almeno la notte che passiamo nel b&b, ma non è facile: c’è un tempo da lupi e raffiche di vento, l’auto è all’aperto e a tratti sembra che stia grandinando. La piccola, verso le cinque del mattino, decide che è ora di fare colazione. Mi alzo e le preparo velocemente un biberon di latte, sperando che crolli addormentata. Lei però si è ricordata del gatto e del cagnolino che ci hanno accolti all’arrivo ed è decisa a salutarli. Che ci sia finito il caffè nel biberon?

In realtà è solo sovraeccitata dal viaggio e dopo un momento di panico, la vediamo finalmente rituffarsi tra le braccia di suo padre e riaddormentarsi. Ovviamente, essendo nuovamente giorno di partenza, non si schioderà dal letto prima delle nove.

La lezione però l’abbiamo imparata e così non ci alziamo neanche noi prima delle otto e decidiamo di fare tutto con calma. Il resto del viaggio lo calibriamo sui suoi tempi e veniamo premiati, perché si scorda miracolosamente del cane ridacchiante dell’autogrill e quando è ora di salire sul seggiolino lo fa senza protestare.

Ci siamo ricordati che è una bambina, abbiamo smesso di agitarci o di ingaggiare inutili battaglie e visto che non ci corre dietro nessuno abbiamo finalmente capito che è meglio divertirsi tutti insieme e ci siamo diretti in Puglia cantando Chiccolino di caffè.

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