Il figlio unico: un bambino come tutti gli altri

Che non vogliate o non possiate dare un fratellino al vostro bambino, ci sarà sempre qualcuno che vi farà sentire in colpa per questo. Senza contare quelle simpatiche persone che, con aria fintamente ingenua, dicono a vostro figlio: diglielo a mamma e papà di darti una sorellina! Se poi questi studiosi del genere umano assistono ad un classico braccio di ferro tra mamma e figlia, non vi risparmieranno la loro saggezza: “Sta venendo su viziata perché è figlia unica”. Di solito rispondo: beata lei e mi lasciano in pace (disapprovandomi visibilmente).

Per tutti coloro che si trovano, come me, in questa situazione: tirate un sospiro di sollievo. Nessun pediatra o psicologo di buon senso vi dirà che state crescendo un mostro. A riprova di ciò: quante bande di fratellini terribili conoscete o avete conosciuto nella vostra vita? Io parecchie. Che scuse avevano i loro genitori? Nessuna.

Per consolarci con l’aiuto degli esperti, partiamo ora dalla già citata Penelope Leach
Di fatto le coppie che hanno più figli fanno così fatica a immaginare la loro vita senza, che tendono ad attribuire al figlio unico il sentimento di solitudine che proverebbero senza i loro bambini. In cambio [il figlio unico] ha altri vantaggi: per esempio non deve mai vivere l’esperienza emotiva di sentirsi soppiantato o di spartire l’amore dei genitori.

La Leach continua sottolineando che l’importante è non rendere sbagliata questa scelta, lasciando che il figlio unico cresca da solo. Deve poter frequentare altri bambini della sua età, cuginetti, figli di coppie di amici; è insomma importante che faccia parte del tessuto sociale in cui è inserito. Dunque, ricapitoliamo, figlio unico non vuol dire figlio solo, incapace di relazionarsi o confrontarsi.

Il ribaltone dei luoghi comuni ce lo propone però un articolo del sito Guidaenitori: il figlio unico è probabilmente meno viziato perché i genitori hanno più tempo da investire nella sua educazione e quindi possono più facilmente motivare una serie di dinieghi piuttosto che assecondarlo per stanchezza.

In realtà, il problema non riguarda mai soltanto il figlio unico o nugoli di fratellini, ma come al solito, noi genitori: se conserviamo un po’ di buon senso e siamo capaci di fare autocritica che il figlio sia uno o che siano dieci sapremo affrontare i problemi o le occasioni che la situazione porta con sé.

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