Oggi un amico mi ha detto, allarmato, che la moglie, al quinto mese di gravidanza, ha la pressione bassa. L’amico in questione non era allarmato per la moglie (ti pareva) ma per la salute del bebè-in-pancia. Pur senza essere un ginecologo, l’ho tranquillizato: a me hanno sempre detto che la pressione bassa in gravidanza è un problema per le mamme, ma non per il feto. Il controllo periodico della pressione, infatti, è finalizzato a monitorare l’esatto contrario: la pressione eccessivamente alta, che può essere un sintomo della gestosi, una complicazione della seconda metà della gravidanza.

Incuriosita, ho fatto qualche rapida ricerca e ho scoperto che l’abbassamento della pressione è un fenomeno “naturale” durante la gravidanza, soprattutto l’abbassamento della cosiddetta “minima”, che può arrivare anche a 50 mm, e che una pressione 80/120 può essere considerata più che buona.

Cosa fare? Innanzitutto, assicurarsi che la pressione bassa non sia legata a una forma di anemia (alterazioni nell’assorbimento del ferro sono molto comuni, durante la gravidanza, e infatti molto spesso viene dato il ferro alle gestanti, soprattutto in vista del parto). A me è sempre stato consigliato di mangiare liquirizia e molta frutta, e al limite prendere degli integratori a base di potassio e magnesio, due potenti alleati nella lotta all’ipotensione. Altri consigli: evitare di uscire o di camminare a lungo durante le ore calde (pericolo che in questa stagione non si corre), ed evitare di alzarsi bruscamente o di stare molto in piedi, oltre che evitare di stare sdraiate supine: molto meglio stare sul fianco, se il bimbo lo permette, perché aiuta la circolazione arteriosa (e questa, davvero, non la sapevo!).

Foto| Flickr

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