Seggiolini auto: il modello invisibile

I seggiolini auto nella mia città sono invisibili. Non riesco a vederne neanche uno. In compenso vedo sui sedili posteriori delle automobili gruppi di bambini che ridono e saltano giocosi e festanti.

Alcuni neonati trovano posto in braccio alla mamma sul sedile anteriore. Qualcuno più grandicello staziona tra il sedile di mamma e papà, in piedi.

Mio marito, furente, avrebbe voluto picchiare un papà che rimproverava la sua bambina per il troppo pianto: era seduta da sola sul sedile anteriore e alla prima frenata aveva dato una testata sul cruscotto.

Il massimo è quando tu insisti perché la tua bambina viaggi sul suo seggiolino nella tua macchina e ti trattano da stupida. C'è da dire che dove abito io le auto vanno necessariamente a passo d'uomo: la cittadona è costruita tutta su parallele e perpendicolari quindi tranne che di notte o alle due del pomeriggio innesti la marcia e ti fermi, la reinnesti e ti rifermi. Il guaio è che poi certe abitudini sono dure da perdere quando si va fuori città.

L'unica volta in cui tali possessori di seggiolini e cinture di sicurezza invisibili rispettano il codice della strada è in presenza di pattuglie dei carabinieri, sulla statale. L'idea che possa succedere qualcosa di grave a sé e ai bambini sembra meno terribile di quella di prendere una multa.

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