Riconoscere l'autismo infantile fin dai primi sintomi


Riconoscere che il proprio bambino soffre di autismo infantile non è facile. Molti genitori fingono di non vedere o sperano che certi atteggiamenti siano semplicemente una fase della crescita. Il disturbo dello spettro autistico, però, è una malattia grave che influenza la vita del piccolo, la sua capacità di attenzione e di interagire con gli altri in modo sereno. Quali sono quindi i sintomi da non sottovalutare?

I primi segnali che dovrebbero mettervi in allerta sono la mancanza di voler socializzare, la chiusura totale del bimbo, il rifiuto di tutto ciò che viene dall’esterno. I piccoli tendono a non voler guardare le persone negli occhi, non vogliono essere toccate e faticano a giocare con i coetanei. Esistono dei sintomi che si manifestano ancor prima dei 30 mesi. Questi sono ancor più difficili da leggere.

Un bebè che a sei mesi non ha espressioni facciali e soprattutto non sorride mai, probabilmente, ha un problema grave ed è il caso di farlo presente al pediatra. Se non vi dovesse ascoltare, cambiate medico. Entro l’anno il bambino deve dimostrare un minimo di attenzione, la capacità di rispondere ai suoni (dai rumori alla voce della mamma), ma anche la voglia di comunicare. Può non essere in grado di parlare, ma sa farsi capire.

Se dopo l’anno e mezzo non è in grado di pronunciare neanche una parola, potrebbe esserci un sintomo dell’autismo. Non è per spaventarvi e dovete far molta attenzione a distinguere le cose: un conto è non saper costruire delle frasi e un conto è non saper dire mamma. Con il tempo, inoltre, il bambino mostrerà una regressione nello sviluppo: i piccoli crescono e maturano, mentre lui darà proprio la sensazione di voler rimanere piccino, con atteggiamenti molto infantili.

Foto| Flickr

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