Fratelli, come gestire i litigi dei piccoli

Qualche consiglio per gestire le litigate tra fratelli: che ruolo devono avere i genitori e come si devono comportare?

I bambini litigano e lo fanno spesso, soprattutto tra fratelli. La conflittualità tra i piccoli di casa, così come l’invidia e la gelosia sono sentimenti umano e fanno parte del percorso di crescita. Consideriamolo come uno step inevitabile, che però non deve degenerare in atteggiamenti patologici. Come si devono comportare i genitori? Lorenzo Mariniello per SIPPS:

“Il confronto è inevitabile: mentre si è alleati si è nemici. D’altra parte il litigio è palestra di vita, opportunità di crescita, una sorta di gioco per il bambino, per provarsi, per provare l’altro e per mettere alla prova i genitori. La presenza di fratelli in famiglia incide sostanzialmente sul tipo, sulla qualità e sull’intensità del futuro scambio sociale”.

La prima regola, secondo gli esperti, è quella di non punirli, soprattutto non punirne uno solo, perché rafforzerebbe la gelosia e il vittimismo. I genitori non dovrebbero intervenire, se non per mediare. Occorre concedere ai bimbi l’opportunità di confrontarsi e di esprimere la loro gelosia, la loro rabbia, perché imparino a gestire in autonomia questi momenti di tensione.

Ai genitori solo l’arduo compito di fare da mediatore: evitare che i bambini si facciano male, farli ragionale e aiutarli a trovare un soluzione. Se le punizioni non sono lo strumento giusto, si possono però stabilire dei divieti, che scattano in caso di mancato rispetto come quello di giocare, uscire, guardare la tv, ecc.

Via | LaStampa

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