Dal monopattino al motorino: quando saper dire di no ai propri figli

La Ben vuole il monopattino delle Winx. Glielo nego con due spiegazioni: le Winx non mi piacciono e poi non ho abbastanza soldi. Assorbe il colpo borbottando: a me piasciono, però.

In realtà è abbastanza tranquilla perché sa che glielo prenderò. Nel negozio devo contrattare con il negoziante che mi promette che me ne cercherà uno neutro. Mi dico disposta a cedere con Hello Kitty o Winnie Pooh. Inevitabilmente mi sento come quelle fissate che mollano tutti gli agi e vanno a vivere in casupole con orto annesso.

Il parentame non ha interesse alcuno a commentare la questione dei prezzi e delle marche, però sono tutti preoccupati che cadrà, che potrà farsi male. Spavalda rispondo che se non cade non impara.

Poi ci ripenso. E se cade? E se si fa male? La penserò allo stesso modo quando mi chiederà un motorino? Considererò normali eventuali cadute dalla vespa? Non provo neanche a raccontarlo a mio marito, non è simpatico avere qualcuno che sghignazza guardandoti dall'alto in basso. Ma tanto ho deciso, passi per il monopattino, ma il motorino no, non l'avrà mai, neanche se rinuncia alle Winx.

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