Latte materno, un decalogo per sfatare miti e luoghi comuni

Quante cose sappiamo realmente sul latte materno? Ecco un decalogo per sfatare i luoghi comuni.

Quanti falsi miti girano intorno all'allattamento al seno? Purtroppo ancora troppi, per questo in occasione del XII Simposio internazionale sull'allattamento al seno e sulla lattazione promosso da Medela, che si svolgerà il 7 e 8 aprile a Firenze, si parlerà proprio di questo, di allattamento materno, tra falsi miti e verità. A tal proposito è stata redatta un'interessantissima guida in 10 punti, un decalogo sull'allatamento al seno che tutti dovrebbero leggere.

1. L'allattamento al seno può prevenire la morte per tumore di 25.000 bambini ogni anno.
VERO
: ogni anno circa 100mila bambini sotto i 15 anni muoiono per un tumore. L'allattamento al seno può ridurre del 64% il rischio di sviluppare leucemia e linfoma, le forme tumorali infantili più comuni. Inoltre l'allattamento al seno riduce il rischio di tumore alla mammella per la mamme.

2. L'80% dei bambini di tutto il mondo viene allattato esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita.
LEGGENDA
: solo il 40% dei neonati viene allattato esclusivamente al seno, soprattutto perché il sostegno alla lattazione non è disponibile nelle prime ore decisive dopo la nascita.

3. Mediante la pastorizzazione Holder, il latte donato viene trattato delicatamente, affinché conservi tutte le sue proprietà bioattive essenziali.
LEGGENDA
: la pastorizzazione Holder prevede il riscaldamento del latte a 62,5°C per 30 minuti, distruggendo molte proprietà nutrizionali e bioattive presenti nel latte umano.

4. Il latte umano e il latte di mucca hanno all'incirca lo stesso numero di oligosaccaridi (zuccheri).
LEGGENDA
: fino a oggi gli scienziati hanno identificato circa 40 oligosaccaridi nel latte di mucca e oltre 200 oligosaccaridi nel latte umanoo (HMO, human milk oligosaccharide). Gli HMO fungono da prebiotici, favoriscono la digestione, distruggono i batteri intestinali nocivi e attivano il sistema immunitario del neonato.

5. Il latte umano è solo una fonte di nutrimento per il neonato in fase di crescita. Il latte in polvere può sostituirlo facilmente con gli stessi ingredienti.
LEGGENDA
: il latte umano non dà solo nutrimento, ma dà anche componenti bioattivi complessi che favoriscono la crescita e lo sviluppo del neonato. Nel latte in polvere quesot è presente solo in parte.

6. La struttura cranio-facciale dei piccoli neonati prematuri è morbida e questi neonati non sono abbastanza sviluppati per attaccarsi al seno, pertanto obbligarli all'allattamento al seno può portare a una malformazione permanente della struttura cranio-facciale.
LEGGENDA
: aiutre i neonati prematuri a sviluppare la forza del vuoto e il coordinamento di suzione-deglutizione-respirazione può favorire lo sviluppo della sua struttura cranio-facciale mediante un percorso più normale e salutare.

7. L'improvviso collasso del neonato durante le prime ore e i primi giorni successivi al parto è stato indicato quale motivazione per ritardare il contatto pelle a pelle tra madri e neonati nel reparto maternità e in quello neonatale.
VERO
: il contatto pelle a pelle tra mamma e neonato, nelle prime due ore di vita, è fondamentale per creare il legame e per lo sviluppo e la crescita.

8. Molte tabelle di riferimento di crescita del neonato si basano ancora su neonati alimentati con latte in polvere, che crescono in maniera diversa rispetto ai neonati nutriti con latte umano.
VERO
: i neonati alimentati con latte umano crescono diversamente dai neonati alimentati con latte in polvere.

9. Spesso ai genitori di neonati prematuri viene negata la possibilità di visitarli nel reparto neonatale. La conseguenza è un tasso inferiore di allattamento al seno, risultati di crescita inferiori e insicurezza da parte dei genitori nell'assistenza del neonato a casa.
VERO
: integrare il contatto nel programma neonatale insegna ai genitori a prendersi cura dei bamnbini.

10. Il Regno Unito potrebbe risparmiare 30,1 milioni di sterline in costi di assistenza sanitaria diretta ogni anno, fornendo latte umano a ogni popolazione annuale di neonati prematuri.

VERO: il trattamento ospedaliero dei neonati prematuri costituisce il 50% del totale dei costi di assistenza sanitaria a favore dei neonati, sebbene solo il 10% della popolazione annuale dei neonati nasce prematura.

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