Cos'è la cena ebraica e come spiegarla ai nostri ragazzi

La cena ebraica è un momento della Pasqua ebraica molto importante: ecco come si svolge e come sono coinvolti i bambini.

Pesah celebration concept (jewish Passover holiday). Traditional book with text in hebrew: Passover Haggadah (Passover Tale)

La Pasqua ebraica è sicuramente una delle più importanti e antiche feste di Israele. Con questa ricorrenza si ricorda l'esodo del popolo ebraico e la fine della schiavitù in Egitto. La Pesach, questo il nome corretto, dura otto giorni e si festeggia in famiglia all’inizio della primavera. Quali sono le fasi di questo evento? Esiste un momento di raccoglimento, che di norma coincide con la prima sera dedicata alla Pesach durante cui la persona più anziana racconta la vicenda del conflitto tra il popolo ebraico e il faraone d'Egitto. Di solito il narratore è esortato al racconto dal più piccolo della famiglia che deve chiedere “Perchè questa cena è diversa dalle altre?”

Queste le parole di Dio

«Ogni famiglia prenda un agnello, sparga il suo sangue sulla porta della casa perché questa notte io passerò per il paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito. Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro; io vedrò il sangue e passerò oltre. In quella notte mangerete l’agnello. Lo mangerete con pane non lievitato perché non ci sarà tempo di farlo lievitare; con erbe amare perché vi ricordiate dell’amarezza della schiavitù d’Egitto. Lo mangerete in fretta, con il bastone in mano. È la pasqua del Signore, cioè il passaggio del Signore che viene a liberarvi. Ogni anno celebrerete questa festa con un rito perenne, perché in questo giorno Dio vi ha fatto uscire dall’Egitto con mano forte e potente».

Il racconto parte dalle dieci piaghe, affronta il tema della fuga e della schiavitù. Nelle prime due sere della Pesach si svolge il Seder. Che cos’è? Si tratta di una cena molto importante, durante la quale le pietanze sono alternate alla lettura dell'Haggadah e alla preghiera.

Che cosa si mangia? Sicuramente pane azzimo, ovvero un pane non lievitato, in ricordo degli antenati che non ebbero il tempo di far lievitare il pane. Sul tavolo ci sono poi le erbe amare, che ricordano l’amarezza della schiavitù.

Via | Educat; Il paese dei bambini che sorridono

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