I bambini e i malati: un rapporto di assoluta normalità

Bimbo che gioca al dottoreCome avvicinare i bambini al mondo della malattia altrui? Come parlargli di un malato e dell’attenzione che bisogna riservargli? Mi sono dovuta porre questa domanda per necessità. In casa ci sono una persona in chemioterapia ed una zia anziana con un braccio rotto.

Non sapevo come presentare la cosa alla Ben. Ho deciso di non affrettare i tempi e di osservare le sue reazioni. Anche questa volta mi è toccato star zitta ed imparare da lei.

Per prima cosa ho imparato che per noi adulti ci sono le persone malate. Per i bambini ci sono le persone e basta. Certo, la Ben ha capito che a volte bisogna non disturbare chi riposa, ma per il resto, ovviamente, non ha modificato il suo comportamento.

In secondo luogo, i bambini si spaventano se noi li facciamo spaventare. Lei ha visto aghi, flebo, medicine, apparecchi per la magneto terapia e si è incuriosita a tutto e ha chiesto e ottenuto spiegazioni su tutto.

Infine, è stata molto felice ogni volta che ha potuto rendersi utile. Si è divertita moltissimo, ad esempio, ad applicare i magneti al braccio della vecchia zia. Arrivava con aria da professionista, apriva la valigetta, srotolava la fascia, mi porgeva i cuscinetti e azionava l’interruttore.

Non si è trovata, ovviamente, di fronte ad esperienze più grandi di lei, ci vuole equilibrio in tutto, però ha fatto un altro passo nel mondo dei grandi. Inoltre, ha migliorato l’umore di entrambi i pazienti, che non si sono mai sentiti trattati diversamente dal solito, che l’hanno sopportata anche quando ha un po’ esagerato e hanno riso ai suoi scherzi e alle sue trovate.

Foto | Flickr

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