Le controindicazioni alla spirale: quando e perché non va usata


La spirale è un anticoncezionale molto usato e molto sicuro. Si tratta di una sorta di dispositivo che va installato dal ginecologo nell’utero e impedisce l’annidamento della gravidanza. Esistono diversi tipi di spirali: ci sono quelle ormonali e quelle in rame. Sicuramente la più diffusa è proprio quest’ultima, che presenta un filo molto sottile di rame. Questo materiale ha un’azione spermicida e impedisce la fecondazione dell’ovulo.

Questo contraccettivo, per quanto sicuro, presenta ovviamente una serie di controindicazioni molto importanti. Prima di tutto, dovrebbe essere evitato dalle signore che spesso sono vittime d’infezioni vaginali. La spirale è comunque un corpo estraneo e potrebbe favorire lo sviluppo di qualche infiammazione. Inoltre, non protegge da malattie a trasmissioni sessuali, quindi è consigliabile in donne che hanno una relazione fissa e che hanno già avuto una gravidanza.

Le spirali ormonali, invece, favoriscono la secchezza vaginale e alcuni sintomi, simili a quelli della menopausa, mentre quelle al rame nei primi periodi di applicazione causano spotting. Quest’ultimo problema è abbastanza tipico negli anticoncezionali, anche la pillola spesso causa problemi simili. Inoltre, nei primi mesi, le donne che hanno installato la spirale possono soffrire di oligomenorrea e di amenorrea.

Oltre alle classiche controindicazioni, esistono degli effetti collaterali comuni. La spirale può, infatti, causare emicrania, gonfiore sia al seno sia all’addome e acne. La gravidanza è da considerarsi un effetto collaterale, che però si manifesta massimo nell’1/2 percento dei casi. Potrebbe spostarsi e non garantire la protezione, oppure potrebbe essere compromessa (se ormonale) dall’uso di alcuni farmaci.

Via| my personaltrainer
Foto| Flickr

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