Pianto disperato: pediatra o esorcista?

Il magico sonno del bimbo

Leggendo il titolo qualche mamma potrebbe scandalizzarsi, ma penso che tutte almeno una volta nella vita hanno provato lo stesso identico istante di panico.

Nella calma più assoluta, mentre stai sorseggiando il tanto desiderato succo d’arancia della giornata, il caffè è stato bandito, e dopo aver controllato il sonno beato del tuo pargolo, l’attimo di relax viene travolto dal suono di una sirena.

Tutto d’un tratto scoppia la prima guerra mondiale e tu, ignara dei motivi che possono aver scatenato tale disastro, ti alzi di scatto, ti avvicini al tuo piccolo bimbo, angelica creatura, e ti accorgi che sta avvenendo una trasformazione.

Tutto rosso, sconvolto dalla fatica delle urla che deformano il suo amabile faccino mentre il suono che i suoi piccoli polmoni riescono ad emettere ti sembrano innaturali, impossibili per una creaturina talmente piccola, eppure, è proprio da quell’angelo che si sta scatenando l’inferno, tale da farti chiedere se questa volta invece del pediatra non sia il caso di chiamare un esorcista.

Cerchi di calmarti, sei consapevole che il suo pianto è la prima forma di comunicazione, che il neonato piange per attirare l’attenzione su di se, ma nessuno ti ha insegnato il suo linguaggio, cosa vuole la creatura?

Nel frattempo le sue amabili urla hanno attirato l’attenzione di tutto il condominio e tu sai che se non porrai subito rimedio qualcuno verrà a lamentarsi, come se il pianto del bambino fosse un’azione consapevole e la dimostrazione della tua mancanza di educazione verso il prossimo.

Ti dicono che il primo passo è capirne la ragione, ora, lui continua a urlare, nel frattempo l’hai preso in braccio, l’hai cullato, coccolato, massaggiato a pancia in giù, il pensiero dell’esorcista torna a intermittenza, e mentre la disperazione si sta impadronendo anche del tuo ultimo lume di razionalità e la stanchezza pretende di avvolgerti, la creatura si addormenta, di colpo, il pianto che tanto aveva sconvolto la tua esistenza tace, ritorna il silenzio.

Al telefono il pediatra/esorcista ti farà notare che i bambini spesso piangono per sfogo prima di addormentarsi tale disperazione improvvisa serve per scaricare la tensione, ovvio, e la mamma, ora, scoppia a ridere pensando all’esorcismo compiuto.

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