Come curare la crosta lattea nel neonato: i rimedi naturali e le precauzioni da adottare


La crosta lattea non è una malattia, ma una sorta di inestetismo cutaneo che colpisce i bambini nei primi giorni di vita. Il termine corretto è dermatite seborroica. Si presenta proprio sulla testa, sul cuoio capelluto, e sembra una crosticina unta, causata ovviamente da un’eccessiva secrezione di sebo. Come mai il bambino può avere la crosta lattea? In realtà le cause sono ancora ignote. Ci sono però diverse teorie, che riguardano sia l’alimentazione della mamma sia la crescita del bambino.

Questo tipo di dermatite (caratterizzate da piccole squame gialle) non dà fastidio al piccolo, ma è importante fare attenzione che non subentrino infezioni. In linea di massima si risolve all’inizio del secondo trimestre in modo abbastanza automatico. Si consiglia di lavare la testa del bambino con uno shampino molto delicato e a base oleosa. In farmacia troverete sicuramente dei prodotti specifici. Per evitare infiammazioni mantenete morbide le crosticine.

Come fare? La cosa più semplice è passare un batuffolo di cotone imbevuto di olio. Il più indicato è sicuramente quello di mandorle, ma per l’occasione si presta bene anche l’acqua di rose. Questo piccolo accorgimento dovrebbe velocizzare il processo di distaccamento. Cari genitori, ricordate che il bimbo è molto piccolo e la fontanella cranica è ancora aperta. Non fate quindi alcuna pressione sulla testa e siate sempre molto delicati.

Ogni quanti giorni bisogna fare lo shampoo? Ogni due, non di più. Lavare troppo il capo può alimentare la produzione di sebo. Se la crosta lattea è forte, è bene non mettere al piccolo i classici cappellini di lana, per non irritare ulteriormente la pelle.

Foto| Flickr

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