Il secondo figlio: quando farlo?

Premesso che non volevo neanche il primo figlio, quando sono tornata in patria ovvero in Puglia è cominciato il bombardamento. Non che non lo facessero già via telefono, ma si sa, di persona c'è più soddisfazione: vengono meglio quelle occhiate in tralice che ti dicono che non sei una donna degna di questo nome ogni volta che usi un contraccettivo. Ad ogni modo, guardando il bimbo di mia sorella, nato due mesi prima mi dicevo: massì dai, sono io che la faccio più tragica di quel che è. In fondo, quante donne, anche sole, vanno avanti con più di un figlio? Io non ho aiuti, ma almeno un marito sì. Questo bel ragionamento è durato finché non ho preso il nipotino in braccio.

Dopo due secondi, il caos: la Ben piangeva non ricordo neanche perché ed era attaccata ai miei pantaloni tentando di tirarmeli giù, il piccolo urlava come solo i neonati sanno fare. In un attimo, come in un film di fantascienza, mi sono sentita catapultata nel nord est, da sola, con i piccoli urlanti, lo psicologo che mi aspetta per dirmi che dobbiamo raddoppiare le sedute e l'ennesima possibilità di lavoro che si allontana facendo bye bye con la manina.

Inutile dire che mi sono resa conto che le mie non sono fantasie e che la Ben continuerà a godersi beatamente la sua vita di figlia unica. D'altronde, fino ad ora non mi ha mai chiesto un fratellino o una sorellina, mentre molti suoi coetanei, a detta delle loro mamme, già lo fanno. Magari se vincessi al super enalotto sapendo di avere una tata, una donna delle pulizie, una casa con giardino, una casa vacanze, le sedute private dallo psicologo (e non via asl cioè quando capita) e l'opportunità di dedicarmi ai miei hobby, chissà, forse, ma dico forse...

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: