Riparte la scuola "multietnica" bloccata dal decreto Gelmini la scorso anno a Milano

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La scuola più "multietnica" d'Italia, la Lombardo Radice di Milano riparte con i bambini di terza, quarta e quinta elementare, ma anche con la nuova prima classe. La scuola era diventato un caso, l’anno scorso, in seguito alla protesta nata anche su Facebook, a causa della soppressione della prima classe in seguito al decreto Gelmini. La norma, infatti, non permetteva la formazione di classi con oltre il 30% di bambini stranieri, e siccome gli iscritti alla prima dello scorso anno scolastico erano diciassette bimbi stranieri su diciannove, non è stato possibile far partire la classe.

Quest’anno, grazie alla circolare diffusa dal nuovo ministro dell'Istruzione Francesco Profumo che abroga la norma precedente, sono ventuno i bimbi iscritti con otto nazionalità diverse: vengono da Egitto, Marocco, Eritrea, Senegal, Ecuador, El Salvador, Bangladesh, Ucraina. E dall’ Italia vengono in tre, di cui uno con la cittadinanza. Quindici fra loro sono nati in Italia e la maggior parte ha già frequentato l'asilo della stessa zona. E la maestra Augusta docente con vent’anni di esperienza sulle spalle è pronta ad accoglierli con entusiasmo. Ancora oggi, però, la questione fa nascere polemiche.

Il consigliere comunale della Lega Nord, Luca Lepore, commenta:

“L'integrazione si affronta imparando a stare tutti insieme, non si può fare una classe soltanto con bambini stranieri”

Non è d’accordo Mariolina Moioli ex assessore all'Educazione del Pdl:

“È giusto che i bambini di questa zona abbiamo la loro scuola sotto casa, nel quartiere», ribadisce l'assessore deciso a investire molto su questa struttura alle spalle di San Siro, in una zona popolare dove cui l'80 per cento degli abitanti è straniero”.

E il Comune vuole che questa classe “sperimentale” diventi un “modello” per tutte le scuole della zona –e d’Italia-. Cosa ne dite?

Non voglio farne una questione politica, non sia mai. Penso solo ai bambini e a come debbano crescere ed imparare in serenità. Non credete che i bambini di ogni etnia e nazionalità debbano crescere ed imparare insieme nello stesso nucleo o classe? Che motivo c’è di fare delle classi per soli stranieri? Non credo sia questo lo scopo della sperimentazione. Lasciare la libertà di iscrivere i propri figli dove si vuole, questo è il punto. E’ chiaro che se nel quartiere ci sono in gran parte stranieri, le classi saranno composte per la maggior parte da bimbi di altre nazionalità o etnie anche se cittadini italiani.

Via | IlGiornale
Foto | Flickr

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