Il 70% dei bambini non va dall'oculista e a risentirne è il rendimento scolastico

Tutto è pronto per il grande inizio del nuovo anno scolastico. Zaino in spalla, vostro figlio si appresta ad affrontare una nuova avventura, ma contagiati dalle interminabili ricerche di libri, zaini e accessori, forse avete omesso un impegno non più rimandabile: una visita dall'oculista per il vostro bambino.

I dati emersi da recenti indagini sono preoccupanti: circa il 70% dei genitori ritiene che una visita oculistica "non sia strettamente necessaria" e in quel ridotto 30% sottoposto a controlli, è risultato che il 6% dei bambini tra 1 e 5 anni presenta difetti visivi, circa il 4% porta occhiali correttivi (66% di chi ha difetti visivi) e il 34% non corregge il difetto. Perché continuare a sottovalutare la vista? Perché ci ostiniamo a non mettere in atto la prevenzione, semplice, ma fondamentale parola magica?

Così, mentre in molti stati americani sono obbligatori per legge gli screening visivi in età scolare, in Italia tutto ciò non avviene e ci si affida al buon senso dei genitori. Basterebbe veramente poco (almeno un controllo all’anno) per intervenire su disturbi comuni o su problematiche visive che, se non curate nel giusto mondo, tendono a peggiorare. Il sempre più diffuso occhio pigro, l’ipermetropia, l’astigmatismo, lo strabismo e la miopia sono le tematiche più comuni a cui si aggiunge il delicato problema della dislessia.

Se rientrate in quel 70%, soffermatevi ad osservare i vostri bambini e provate a cogliere i segnali che il corpo spesso tende a manifestare: mal di testa, bruciore agli occhi, vista annebbiata, senza tralasciare la postura scorretta o il quaderno posto in obliquo mentre scrive. Se avvertite un campanello d’allarme, non è l’inizio delle lezioni, ma è la vista del vostro bambino che probabilmente ha bisogno di un controllo.

Foto | Flickr

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