Disturbi della crescita, un problema per il 3% dei bambini

Ci sono bambini che non crescono bene: capita nel 3% dei casi. I genitori non devono farsi prendere dall’ansia ma valutare con il pediatra la situazione.

Little child plays superhero. Kid measures the growth on the background of bright blue wall. Girl power concept. Yellow, pink and  turquoise colors.

Crescere bene e in salute. È questo che si desidera per il proprio bambino. Purtroppo, i disturbi o disordini della crescita sono problema abbastanza diffuso, perché in Italia riguardano il 3 percento dei bambini in Italia. Attenzione, l’obiettivo non è creare ansia. I bambini non sono delle macchine: ognuno hai i suoi tempi. Ci sono piccoli che diventeranno altissimi, piccoli che invece avranno una statura medio-bassa. Alcuni conquisteranno cm in poco tempo per poi fermarsi qualche mese e altri che invece cresceranno poco la volta.

I genitori devono poi considerare che la crescita nel primo anno di vita è velocissima, per poi rallentare dopo il dodicesimo mese. Per qualsiasi dubbio potete consultare il pediatra e parlarne con lui. Sui ritardi della crescita possono incidere fattori patologici o fisiologici. Tra i marcatori genetici c’è l’altezza dei genitori, l’età in cui hanno avuto la maturazione puberale, ma possono esserci anche anomalie congenite, malformazioni, problemi nello sviluppo neuro-psico-motorio che possono associarsi ad una scarsa crescita. Giovanni Corsello, professore ordinario di pediatria all’Università degli Studi di Palermo, ha commentato:


«Un certo rallentamento della crescita è un fenomeno molto comune nei primi anni dell’età evolutiva. Questo avviene perché la crescita è processo complesso e multifattoriale in cui vanno considerate diverse componenti a partire da quelle genetica e nutrizionale, che influiscono già nella fase intrauterina. Può dipendere, infine, da fattori ormonali che agiscono in modo decisivo anche per indurre lo scatto di crescita nel periodo puberale. Possono esserci soggetti con un semplice ritardo costituzionale della crescita legato al loro specifico asset genetico individuale. Questo ritardo viene poi recuperato nella fase puberale anche per l’azione dei fattori ormonali».

Quando preoccuparsi? Quando la crescita è inferiore al terzo percentile. In questo caso ci vuole un esame di valutazione dell’età ossea (di solito è una radiografia). Potete monitorare la crescita del vostro bambino attraverso il Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) di “Family Health” .

Via | MeteoWeb

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