I bambini troppo impegnati sono meno autonomi

Essere troppo impegnati non è formativo per i bambini che rischiano di essere meno autonomi da grandi

Tantissimi impegni per i nostri bambini, che ogni giorno finita la scuola corrono tra un corso di nuoto e un allenamento di calcio, tra una lezione di inglese e una di musica. Purtroppo, i bambini sommersi di attività faticano a diventare autonomi, mentre quelli che si industriano a passare il loro tempo sviluppano la capacità di trovare soluzioni. A spiegarlo è la psicologa Vittoria Maioli Sanese, intervistata da Lifegate e autrice di Ho sete, per piacere. Padre, madre, figli. Un’esperienza in aiuto ai genitori. (Edizioni Marietti 1820)

“Sono bambini “sostituiti”. Cioè c’è sempre qualcuno che pensa e organizza tutto al posto loro. Non sono bambini che devono industriarsi a passare il loro tempo. In questo modo diventano incapaci di trovare soluzioni. Le neuroscienze hanno fatto scoperte spettacolari, secondo cui, veramente, se non fai sviluppare il bambino in un certo modo il suo cervello si ferma”.

Questa situazione non è nata da sola, ma spesso da un’esigenza sociale. Ci sono genitori che sono dovuti rientrare al lavoro per non perderlo. Dove mettere il piccolo? Le attività si sono sostituite a una sorta di “babysitteraggio”, per certi versi più formativo. Inoltre, si spera che i bambini imparino tante cose e che un domani possano spendere queste competenze per affermarsi nel mondo del lavoro.

Questo atteggiamento provoca conseguenze serie. Non tanto perché i bambini non diventano autonomi, ma, piuttosto, perché impedisce a determinate capacità cerebrali di svilupparsi correttamente. Mi riferisco alla capacità di creare, di inventare, di costruire. Cose che possono venire fuori solo dal fatto che nessuno ti dica quello che devi fare.

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