I bambini, la pubblicità e il parere di Anna Oliverio Ferraris

Cito testualmente "In Norvegia, in Austria e nelle Fiandre (Belgio), gli spot pubblicitari sono stati eliminati prima e dopo i programmi per bambini (in mezzo, come da noi, non ci sono mai stati!). In Grecia sono vietate tutte le pubblicità dei giocattoli in qualsiasi momento della giornata e tra non molto potrebbero scomparire tutti gli spot che si rivolgono ai giovani che non hanno raggiunto i 18 anni. In Svezia non ci sono pubblicità rivolte ai bambini in tv e il tempo che le televisioni commerciali dedicano ai programmi per l'infanzia non supera la mezz'ora al giorno."

Ho trovato questa interessante affermazione in un testo riportato sul sito dell'Università di Roma La Sapienza. Scritto da Anna Oliverio Ferraris, l'articolo spiega in maniera semplice e diretta l'impatto che la pubblicità ha sui nostri figli, la loro (in) capacità di comprenderne le finalità persuasive, il modus operandi delle agenzie pubblicitarie che studiano gli spot perché vengano ben recepiti dai bambini anche quando si tratta di prodotti dedicati agli adulti. In molti casi, infatti, è ormai evidente come sia il bambino a dirigere o se vogliamo a rinforzare la voglia di acquisto di un genitore.

In rete vi sono molti articoli e molti siti sull'argomento, come ad esempio la riflessione presente su Educare.it , che cerca di spiegare anche come mai i bambini sono tanto attratti dalla pubblicità. Diciamo che il testo della Ferraris mi sembra diretto e di facile comprensione, quindi ve ne consiglio la lettura come introduzione al tema, salvo poi approfondire l'argomento con altri link o testi.

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