Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni

Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni, ecco come vivere la rete con i bambini.

Il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini da 3 a 7 anni, utile per genitori ed educatori per aiutare i bambini a usare il digitale. Anna Sarfatti ha messo in rima il manifesto, illustrato poi da Nicoletta Costa ed edito da Franco Cosimo Panini Editore. Verrà presentato il 30 novembre a Bari in occasione dell'evento "Parole a scuola" ed è un ottimo punto di partenza per parlare di digitale con i bambini.

Secondo una ricerca del Centro Studi per la Salute del Bambino onlus e dell'Associazione Culturale Pediatri in Italia, 8 bambini su 10 con età compresa tra i 3 e i 5 anni sanno usare lo smartphone. E il 30% dei genitori usa il telefonino per distrarli e calmarli già nel primo anno di età, il 70% nel secondo anno di vita. Dati che ci fanno capire il rapporto dei bambini con il digitale.

Per questo l'Associazione Parole O_Stili ha deciso di pubblicare "Parole appuntite, parole piumate", il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni, a forma di libretto che si potrà comprare sullo store online di Franco Cosimo Panini Editore dal 30 novembre.

Manifesto della comunicazione non ostile

1. (Virtuale è reale)


La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero. E anche in rete ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti!


 


2.  (Si è ciò che si comunica)


In rete bisogna essere gentili. Dietro le foto ci sono persone come noi. Se dici cose cattive, saranno tristi. O penseranno che sei cattivo.


 


3.(Le parole danno forma al pensiero)


Prima di parlare bisogna pensarci: puoi contare fino a 10! Così riesci a trovare proprio le parole giuste per dire quello che vuoi.


 


4.(Prima di parlare bisogna ascoltare)


Nessuno ha ragione tutte le volte. Imparare ad ascoltare è molto bello, perché si capiscono i pensieri degli altri e si diventa amici.


 


5. (Le parole sono un ponte)


Ci sono delle parole che fanno ridere e stare bene, come una coccola o un abbraccio. E abbracciarsi con le parole è bellissimo!


 


6. (Le parole hanno conseguenze)


Le parole cattive graffiano e fanno male. Se tu fai male a qualcuno con le parole, poi non è più tuo amico. Tante parole belle, tanti amici!


 


7. (Condividere è una responsabilità)


La rete è come un bosco: meglio farsi accompagnare da un grande. E non dire mai a nessuno il tuo nome, quanti hanni hai, dove abiti.


 


8. (Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare)


Qualche volta non si va d’accordo: è normale. Ma non è normale dire parole cattive a un amico se lui non la pensa come te.


 


9. (Gli insulti non sono argomenti)


Offendere non è divertente. Gli altri diventano tristi e arrabbiati. Adesso sei grande e sai parlare: non hai più bisogno di urlare.


 


10.  (Anche il silenzio comunica)


Qualche volta è bello stare zitti. Quando non sai cosa dire, non dire niente! Troverai il momento giusto per dire la cosa giusta.

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