Scuola materna e sviluppo dell'autonomia del bambino

La Scuola materna è davvero molto diversa da nido: si passa da maestre coccolose che sono delle vere e proprie vice-mamma, a delle maestre che hanno come obiettivo aiutare il bambino nello sviluppo delle sue capacità relazionali e dell'autonomia. La Ben ha colto perfettamente questo concetto e pur mancandole le maestre del nido è felice di scorazzare libera per i corridoi e nel bagno; è felice di poter prendere da sola colori e carta e di poter andare a svuotare la scatola dei giochi.

Certo, poi c'è il rovescio della medaglia. Prima di raccontarvi cosa ha fatto, una veloce premessa: quando andiamo a prendere i bambini noi genitori aspettiamo in una specie di anticamera. Di volta in volta ci chiedono il nome del bambino che dobbiamo prelevare e ce lo portano. Ieri arrivo e prima ancora di dire A, trovo la Ben pronta dietro la porta.

Esce con il sacchetto del cambio dei vestiti, la bidella mi dice che ne ha avuto bisogno. Non appena la porta si chiude alle mie spalle guardo bene le Ben: amore, ma sei vestita come stamattina. Che ci fai col sacchetto del cambio? E lei: non mi andava di lasciarlo qui a scuola. Quindi aveva convinto l'ignara signora di essersi cambiata, pur di portare indietro i vestiti. Ma non è finita qui.

Ho scoperto che era pronta dietro la porta perché serissima e convincente aveva detto alla sua maestra che era appena arrivato suo padre e che l'avevano chiamata e la maestra l'ha lasciata andare (può farlo perché è impossibile che un bambino possa lasciare la scuola senza controllo). Ho dovuto avvisare le maestre di non prendere sempre sul serio quel faccino innocente della Ben.

Mio marito, naturalmente, quando gliel'ho raccontato era tutto soddisfatto: sua figlia, la furba, sua figlia, l'intelligente. Ha cambiato un pochettino espressione quando gli ho fatto notare che allo scoccare dei tredici anni di età queste presunte qualità di sua figlia non gli saranno più tanto gradite.

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