Le perdite a inizio di gravidanza sono normali o dobbiamo preoccuparci?

Quando si compiono i primi passi nel mondo della gravidanza automaticamente si entra anche in un universo parallelo fatto di ansie, preoccupazioni non sempre inutili e mille domande a cui vorremmo sempre riuscire a trovare una risposta. Oggi proviamo a cancellare un punto dell’interminabile lista, cercando di capire se le perdite ad inizio gravidanza sono normali o sono sintomo di problemi più gravi?

Un ormai noto e discusso programma dedicato alla “real TV” con grande stupore e altrettanti dubbi ci ha dimostrato come una serie di sintomi, come le perdite di sangue, possono essere mal interpretati. Tuttavia, mettendo da parte il bizzarro universo televisivo (da “prendere con le pinze”) è sempre meglio effettuare subito una visita e affidarci al parere degli esperti, che a riguardo sostengono che nel primo trimestre di gravidanza il sanguinamento vaginale è verificabile frequentemente e non implica inevitabilmente un problema, discorso che cambia nel momento in cui le perdite ematiche avvengono nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Quando si verificano questi episodi il primo pensiero è quello di un aborto spontaneo, ma gli studi indicano che tra le donne soggette a perdite di sangue nei primi mesi di gravidanza (il 20-30%), circa la metà non ha aborti. Ciò nonostante, trattandosi di un problema comune quali sono le cause?

Tra i fattori meno preoccupanti troviamo: infezione nella cavità pelvica o del tratto urinario, sanguinamento dopo un rapporto sessuale per via della sensibilità del collo dell'utero e perdite dopo un possibile concepimento. In quest'ultimo caso il flusso, variabili per quantità e colore da donna a donna, può avvenire nell'arco dei 6-12 giorni successivi al momento della fecondazione.

Via | Farmaco e Cura
Foto | Flickr

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