Ipertensione gestazionale: rischiano di più le donne che vivono in campagna

gravidanza Ho sempre pensato che la vita in campagna fosse più sana di quella di città e – durante i mesi della gravidanza – ho sentito spesso il bisogno di abbandonare il caos di Roma per rifugiarmi tra il verde e farmi coccolare dai suoni della natura. E, invece, mi sbagliavo, almeno per quel che riguarda il rischio di sviluppare ipertensione gestazionale, un disturbo che può insorgere dopo la 20° settimana di gravidanza, con possibile evoluzione in preeclampsia.

È quanto ho letto nel sito dell'Health Science Center dell'Università del Colorado di Denver che citava i risultati di uno studio secondo cui nelle donne che vivono in campagna il rischio di ipertensione gestazionale e di pre-eclampsia è risultato più alto del 56%. Rischio più alto anche per le donne con un livello di istruzione basso.

Gli autori dello studio hanno analizzato i fattori di rischio per ipertensione gestazionale e pre-eclampsia in oltre 362 mila madri, esaminando i certificati di nascita di bimbi nati in Colorado tra il 2000 e il 2006. E' stato notato, inoltre, un rischio più basso per le fumatrici (che però mostravano un aumentato rischio per altre complicanze gestazionali) ma significativamente più alto per le donne che vivevano in zone rurali. I motivi restano da chiarire, ma gli studiosi ipotizzano che il risultato possa essere collegato a condizioni di povertà e privazioni sociali più probabili nelle campagne che nelle città.

Un disturbo, quello dell'ipertensione, da non sottovalutare poichè le donne che ne soffrono in gravidanza sono maggiormente predisposte a sviluppare complicanze potenzialmente letali come il distacco intempestivo di placenta, la coagulazione intravascolare disseminata, l’emorragia cerebrale, l’insufficienza epatica e renale.

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