Il prosciutto crudo in allattamento fa male o si può mangiare?

Nonostante l'invasione tecnologica e l'apertura al progresso, i falsi miti continuano ad esistere e progrediscono di generazione in generazione. Per le future e le neo mamme è lecito avere dei dubbi, soprattutto se si tratta della prima gravidanza, ma forse l'errore è quello di affidarsi completamente a nonne, mamme e amiche che amano divulgare saggi consigli e tramandare indicazioni che, con qualche eccezione, passano dal comico al grottesco.

Per non cadere anche noi nello stesso sbaglio, cerchiamo di capire realmente se il prosciutto in  allattamento fa male o si può mangiare. In realtà l'emblema inizia precedentemente, quando in gravidanza le donne spesso non assumono l'alimento per paura di una possibile trasmissione della toxoplasmosi (malattia infettiva, causata da un parassita presente in alcuni alimenti crudi o poco stagionati). Il mito viene sfatato da uno studio condotto dal medico Andrea Strata, professore di Nutrizione Clinica dell’Università di Parma, con il contributo del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Nell'analisi effettuata sul prodotto alimentare si tocca anche la questione della gestazione con la seguente conclusione:

Il prosciutto è un alimento ricco in proteine di elevata qualità e di facile assimilazione, e non sovraccarica l'apparato digerente risultando particolarmente indicato nelle gravidanze. Non esistono, infatti, assolutamente controindicazioni all'uso del prosciutto crudo durante i mesi della gestazione, in rapporto alla possibile trasmissione di un’infezione da toxoplasma. Infatti, durante il processo di stagionatura, già dopo qualche settimana l'eventuale agente toxoplasmosico viene completamente inattivato, per cui, anche se il prosciutto venisse consumato dopo solo 10-12 mesi di stagionatura, la possibilità di trasmissione della toxoplasmosi, anche se l'animale ne fosse stato affetto, è praticamente inesistente.

Naturalmente il discorso è valido per prosciutti provenienti da allevamenti di qualità, con marchi certificati, meglio se con una stagionatura di almeno 12 mesi, mentre sono totalmente da evitare i prosciutti nostrani fatti in casa, poiché non soggetti a controlli nelle fasi di produzione.

Quindi via libera al prosciutto, anche durante l'allattamento, ma come per tutti gli alimenti fatene buon uso! Mangiatelo sempre con moderazione e ponendo attenzione alla reazione e al gradimento del bambino.

Via | Sanihelp
Foto | Flickr

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