Le sberle ai bambini educano solamente alla violenza

Che sarà mai una sberla? Te lo stai chiedendo, perché da piccolo era normale prendere uno scappellotto, così come probabilmente ti sembra normale ogni tanto alzare le mani. Eppure psicologici ed educatori sono totalmente contrari: non bisogna giustificare alcuna forma di violenza tra le mura di casa.

È violenza anche schiaffo dato piano, perché non è il dolore fisico (almeno non è solo quello) a fare male.

Una mole enorme di ricerca mostra chiaramente che sberle e botte non solo sono inefficaci ai fini della correzione di un comportamento ma dannose dal punto di vista psicologico. Sono correlate secondo gli studi ad aggressività, comportamento antisociale, problemi ad interiorizzare norme di comportamento morale, disturbi di salute mentale, abuso di sostanze, minore autostima, rapporti negativi con i genitori. Non solo. Le neuroscienze hanno dimostrato che i piccoli regolarmente sculacciati hanno meno materia grigia in certe aree della corteccia prefrontale collegate a prestazioni cognitive. L'utilizzo delle punizioni inoltre mina l'autostima. Anche solo le urla o le minacce aumentano significativamente il rischio di depressione e di comportamenti antisociali in età preadolescenziale e adolescenziale.



Si legge in un intervento di BRUNELLA GASPERINI su D di Repubblica. La violenza raccolta in età infantile ci fa diventare adulti violenti e non è quello che desideriamo per i nostri bambini.

Educare reprimendo, minacciando o punendo può sortire l'ubbidienza al momento ma fa covare tanta voglia di trasgredire, appena possibile. Punire un comportamento negativo inoltre, lo insegnano le leggi dell'apprendimento, non riduce la probabilità che venga rimesso in atto quanto invece rinforzarne uno positivo. L’apprendimento viene consolidato se accompagnato da sensazioni piacevoli o soddisfacenti, si indebolisce con quelle negative.

Via | D Repubblica

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