Avere un figlio maschio cambia la mente delle donne


Avere un figlio maschio per alcune donne è un evento speciale. Si dice, infatti, che le mamme abbiano maggior attenzioni per i maschietti che per le femminucce. Sarà realmente così? È molto soggettivo, quello che però sembra vero è un fenomeno fisico alquanto interessante. Una ricerca ha scoperto che nel cervello materno, dopo una gravidanza terminata con la nascita di un bambino, si deposita del Dna fetale maschile.

Avere un figlio quindi non è la semplice trasmissione di materiale genetico a senso unico, ma uno scambio, in questo caso, proprio di Dna, che ovviamente può influenzare la salute della mamma. Per giungere a questa tesi, i ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center e dell'Università di Washington, hanno esaminato il cervello di 59 donne (post mortem).

Sono state rinvenute nel 63% delle signore, tracce di Dna fetale nella zona dell’ippocampo e nei lobi parietali e temporali della corteccia prefrontale. Il fenomeno è stato definito microchimerismo. Gli esperti hanno spiegato così questo scambio di materiale:

Pensiamo a noi stessi come il prodotto di due genitori biologici e a un lancio dei dadi genetici, ma questa visione sembra errata, e semplicistica. Nel grembo materno si può anche 'catturare' il Dna di fratelli maggiori, o di un gemello mai venuto alla luce. Oppure, nel corso della nostra vita, possiamo prendere materiale genetico dei figli, addirittura di quelli concepiti e mai nati. Questo Dna 'acquisito' può rimanere con noi per molto tempo.

Per quanto tempo? Non esistono delle previsioni, perché questo Dna può penetrare la barriera emato-encefalica e modificare la propensione di una donna ad alcune malattie cerebrali. Ne consegue che in alcuni casi può essere protezione e in altri invece esporla a rischi gravissimi.

Via| ilTempo
Foto| publicdomainpictures.net

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