Il debutto in società prima poi arriva, per gli amanti del famoso ballo l’evento coincide con i diciotto anni, mentre per gli psicologi equivale all’abbandono del nido materno per recarsi al tanto amato, per i genitori, asilo.

E’ questo il momento che vede la sfera del bimbo, prima rivolta solo ai genitori, allargarsi, e come d’incanto il pargolo scopre che il mondo in realtà è popolato da altri simili nanetti.

Il momento può essere drammatico o piacevole, le strilla di abbandono o la felicità assoluta per avere trovato altri compagni di gioco sembra coincida con il carattere del bambino, ultimamente questo momento importantissimo della vita è scandito anche da un altro evento, l’innamoramento, o presunto tale.

La meravigliosa creatura a furia di sentir parlare di amore e fidanzati non mancherà di tornare a casa e comunicare con fare raggiante ai genitori che ha una fidanzatina, fidanzatino, per fortuna le differenze sessuali ancora non sono state prese in esame, e i genitori, a mio avviso, giunti a questo punto si scindono in due tipologie.

C’è chi si illumina e inizia a chiedere precisazioni su chi sia la fortunata e non mancano le piccole prese in giro, l’evento viene comunicato ai nonni, agli amici, il tutto avviene creando una gran confusione nel piccolo che non credeva inizialmente di aver fatto una cosa così importante ma ora che lo sa ne va fiero.

Mentre ci sono i genitori che inorridiscono, mamma e papà rimangono basiti di fronte alla precocità dell’angioletto e si chiedono chi mai gli avrà messo in testa tali fesserie, ma per prima cosa si sentono responsabili di chiarire questo processo importante e iniziano a balbettare frasi di circostanza che vorrebbero donare lucide spiegazioni al pargolo sempre più perplesso.

Hai voglia a spiegare al bimbo che l’etimologia della parola fidanzato è “persona degna di fiducia” e che per questo la sua fidanzata è in realtà una carissima amica perchè, in sintesi, è troppo piccolo, tutti all’asilo sono fidanzati, dice lui, anzi c’è chi ne ha tante di fidanzate perché solo io sono piccolo?

Il genitore di fronte all’evidenza assoluta a questo punto si arrende, e il bambino la settimana successiva comunicherà che oggi ha trovato un’altra fidanzata, l’altra gli ha rubato un giocattolo, ma il giocattolo è dell’asilo non tuo, mentre ci gioco io è mio.

Morale, mai discutere con i bambini, la loro capacità di rendere tutto più semplice e coerente riesce a far sentire inadatto anche il più intellettuale dei genitori.

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