Virus A: i pediatri non si vaccinano

Vaccinazione
Dopo averci terrorizzati con l'influenza suina, dopo averci fatto seguire la preparazione del vaccino in una serie di infinite puntate, culminate con l'annuncio, finalmente è pronto!, corredato da foto del primo vaccinato, ecco la novità: non c'è stata nessuna corsa alla profilassi. I primi a defilarsi sono stati i medici e, udite, udite, questo ci interessa, i pediatri.

Come mai? Perché gli specialisti che seguiranno i nostri figli non si sono fatti vaccinare? La risposta, come al solito, ce la da Uppa, la rivista Un pediatra per amico, di cui da tempo seguo gli articoli sul Virus A, tutti rigorosamente controccorrente. Praticamente, gli addetti ai lavori, che hanno sott'occhio lo sviluppo del virus si rendono conto di quanto sia innocuo e di quanto in fretta si guarisca.

Come fanno a sapere che si tratta del Virus A? Visto che non è identificabile se non con specifici esami, si va per statistica. I malati sono tanti, l'influenza stagionale non è ancora arrivata quindi fra tutti i piccoli malati di influenza ce ne è sicuramente qualcuno contagiato. Il fatto che è tutti i bambini che in questo periodo si sono ammalati sono anche rapidamente guariti. Lo stesso vale per i pazienti adulti quindi il vaccino è superfluo.

Superfluo per noi, almeno, visto che, come sottolinea la redazione del periodico:

Le autorità sono preoccupate: ma questa volta non per la salute della popolazione, ma per le sorti della campagna vaccinale che esse stesse hanno promosso. Se, come è prossibile, la “pandemia” passerà senza fare danni, come si giustificherà l’acquisto precipitoso di 24 milioni di dosi di vaccino, che grava sul bilancio sanitario per un importo la cui entità non viene rivelata, neppure alla Corte dei conti (l’organo ufficiale incaricato di verificare le spese dello Stato)?

Foto | Flickr

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