Il treno dei bambini, un libro da leggere

Tra le letture del momento c'è Il treno dei bambini: caso editoriale dell'anno, ecco perché leggerlo

Sarà tradotto il 25 lingue Il treno dei Bambini, caso editoriale che ha suscitato parecchia attenzione durante l’ultima Fiera di Francoforte. Viola Ardone ci racconta la storia di Amerigo che nel 46, da Napoli (la sua città natale) viene mandato al Nord, dove trascorrere qualche mese presso una famiglia affidataria.

Ed è così che, attraverso i suoi occhi, Amerigo ci mostra le sorti di un’Italia che, piano piano, si riprende a seguito del secondo conflitto mondiale.

A volte dobbiamo rinunciare a tutto, persino all'amore di una madre, per scoprire il nostro destino

Incoraggianti le recensioni su Il treno dei bambini: la trama risulterà familiare a chi, intorno alla metà degli anni '40, era appena un bambino.

Le sue pagine ci svelano una storia vera della quale non tutti sono a conoscenza, ovvero l’iniziativa del partito comunista che, negli anni immediatamente successivi al dopoguerra, mandò al Nord bambini del Sud Italia affidandoli a famiglie sconosciute.

Lo scopo? Quello di farli riprendere fisicamente e psicologicamente dai fasti della guerra e garantire loro, allo stesso modo, i diritti fondamentali, quelli che non dovrebbero essere negati a nessun bambino, dall’istruzione alla salute. Il titolo del libro è chiaramente ispirato ai Treni della felicità, così definiti dal sindaco di Modena in quegli anni.

La lettura è piacevole, la storia coinvolgente, sicuramente commovente ma mai patetica, necessaria per comprendere fino in fondo uno spaccato della Penisola forse non da tutti conosciuto.

Interessante la scelta di far narrare le vicende di Amerigo al bambino stesso che, in prima persona, tra dialetto napoletano e italiano stentato, ci fa letteralmente immergere in una fondamentale pagina della storia italiana.

Caso editoriale dell’anno o meno, Il treno dei bambini è un libro che va letto.

Photo | Amazon

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