Tante filastrocche divertenti in rima per far divertire i bambini

Quando entriamo nel mondo delle rime per l'infanzia, la mente vola immediatamente verso il grande Gianni Rodari, che, attraverso le sue fiabe e le tante filastrocche divertenti, ha contribuito ad aiutare i bambini a conoscere il mondo e la realtà, ma percorrendo strade nuove e piene di innumerevoli imprevisti che da tempo alimentano la curiosità e la fantasia di coloro che, fortunatamente, ancora oggi credono nel potere di questi semplici e preziosi strumenti di educazione.

Di seguito vi riportiamo alcuni titoli del suo immenso lavoro. Tuttavia, se volete approfondire o scoprire l'universo delle filastrocche che piacciono tanto ai bimbi, vi suggeriamo di curiosare sul noto sito "Filastrocche", dove potrete scoprire un ricco archivio da condividere con i vostri piccoli.



    Il punto interrogativo

    Gianni Rodari
    C’era una volta il punto
    interrogativo,
    un grande curiosone
    con un solo ricciolone,
    che faceva domande
    a tutte le persone,
    e se la risposta
    non era quella giusta
    sventolava il suo ricciolo
    come una frusta.
    Agli esami fu messo
    in fondo a un problema
    così complicato
    che nessuno trovò il risultato.
    Il poveretto, che
    di cuore non era cattivo,
    diventò per il rimorso
    un punto esclamativo.


    La scuola dei grandi

    di Gianni Rodari
    Anche i grandi a scuola vanno
    tutti i giorni di tutto l’anno.
    Una scuola senza banchi,
    senza grembiuli nè fiocchi bianchi.
    E che problemi, quei poveretti,
    a risolvere sono costretti:
    “In questo stipendio fateci stare
    vitto, alloggio e un po’ di mare”.
    La lezione è un vero guaio:
    “Studiare il conto del calzolaio”.
    Che mal di testa il compito in classe:
    “C’è l’esattore delle tasse”!


    Stelle senza nome

    Gianni Rodari
    I nomi delle stelle sono belli:
    Sirio, Andromeda, l’Orsa, i due Gemelli.
    Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
    Son più di cento volte centomila.
    E in fondo al cielo, non so dove e come,
    c’è un milione di stelle senza nome:
    stelle comuni, nessuno le cura,
    ma per loro la notte è meno scura.


    Il gioco dei se

    di Gianni Rodari
    Se comandasse Arlecchino
    il cielo sai come lo vuole?
    A toppe di cento colori
    cucite con un raggio di sole.
    Se Gianduia diventasse
    ministro dello Stato,
    farebbe le case di zucchero
    con le porte di cioccolato.
    Se comandasse Pulcinella
    la legge sarebbe questa:
    a chi ha brutti pensieri
    sia data una nuova testa.


    È in arrivo un treno carico di…

    di Gianni Rodari
    Nella notte di Capodanno,
    quando tutti a nanna vanno,
    è in arrivo sul primo binario
    un direttissimo straordinario,
    composto di dodici vagoni
    tutti carichi di doni…

    Gennaio
    Sul primo vagone, sola soletta,
    c’è una simpatica vecchietta.
    Deve amar molto la pulizia
    perché una scopa le fa compagnia…
    Dalla sua gerla spunta il piedino
    di una bambola o d’un burattino.
    - Ho tanti nipoti, – borbotta, – ma tanti!
    E se volete sapere quanti,
    contate tutte le calze di lana
    che aspettano il dono della Befana.

    Febbraio
    Secondo vagone, che confusione!
    Carnevale fa il pazzerellone:
    c’è Arlecchino, c’è Colombina,
    c’è Pierrot con la sua damina,
    e accanto alle maschere d’una volta
    galoppano indiani a briglia sciolta,
    sceriffi sparano caramelle,
    astronauti lanciano stelle
    filanti, e sognano a fumetti
    come gli eroi dei loro giornaletti.

    Marzo
    Sul terzo vagone
    viaggia la Primavera
    col vento marzolino.
    Gocce ridono e piangono
    sui vetri del finestrino.
    Una rondine svola,
    profuma una viola…
    Tutta roba per la campagna.
    In città, fra il cemento,
    profumano soltanto
    i tubi di scappamento.

    Aprile
    Il quarto vagone è riservato
    a un pasticcere rinomato
    che prepara, per la Pasqua,
    le uova di cioccolato.
    Al posto del pulcino c’è la sorpresa.
    Campane di zucchero
    suoneranno a distesa.

    Maggio
    Un carico giocondo
    riempie il quinto vagone:
    tutti i fiori del mondo,
    tutti i canti di Maggio…
    Buon viaggio! Buon viaggio!

    Giugno
    Giugno, la falce in pugno!
    Ma sul sesto vagone
    10 non vedo soltanto
    le messi ricche e buone…
    Vedo anche le pagelle:
    un po’ brutte, un po’ belle,
    un po’ gulp, un po’ squash!
    Ah, che brutta invenzione,
    amici miei,
    quei cinque numeri prima del sei.

    Luglio
    11 settimo vagone
    è tutto sole e mare:
    affrettatevi a montare!
    Non ci sono sedili, ma ombrelloni.
    Ci si tuffa dai finestrini
    meglio che dai trampolini.
    C’è tutto l’Adriatico,
    c’è tutto il Tirreno:
    non ci sono tuttii bambini…
    ecco perché il vagone non è pieno.

    Agosto
    Sull’ottavo vagone
    ci sono le città:
    saranno regalate
    a chi resta in città
    tutta l’estate.
    Avrà le strade a sua disposizione:
    correrà, svolterà, parcheggerà
    da padrone.
    A destra e a sinistra
    sorpasserà se stesso…
    Ma di sera sarà triste lo stesso.

    Settembre
    Osservate sul nono vagone
    gli esami di riparazione.
    Severi, solenni come becchini…
    e se la pigliano con i bambini!
    Perché qualche volta, per cambiare,
    non sono i grandi a riparare?

    Ottobre
    Sul decimo vagone
    ci sono tanti banchi,
    c’è una lavagna nera
    e dei gessetti bianchi.
    Dai vetri spalancati
    il mondo intero può entrare:
    è un ottimo maestro
    per chi lo sa ascoltare.

    Novembre
    Sull’undicesimo vagone
    c’è un buon odore di castagne,
    paesi grigi, grige campagne
    già rassegnate al primo nebbione,
    e buoni libri da leggere a sera
    dopo aver spento la televisione.

    Dicembre
    Ed ecco l’ultimo vagone,
    è fatto tutto di panettone,
    ha i cuscini di cedro candito
    e le porte di torrone.
    Appena in stazione sarà mangiato
    di buon umore e di buon appetito.
    Mangeremo anche la panca
    su cui siede a sonnecchiare
    Babbo Natale con la barba bianca.



Foto | Flickr

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