E’ polemica per l’apertura di una clinica abortistica nella cattolicissima Irlanda del Nord. È la prima e unica struttura in questa zona (e forse per un po’ non ne sorgeranno delle altre), perché in questa zona non si applica la Legge sull’Aborto (del 1967) proprio a causa dell’opposizione della Chiesa e di quasi tutti i partiti presenti nel Parlamento di Stormont.

Davanti alla clinica, promossa dall’ ong Marie Stopes International, società inglese pro-aborto molto potente, si sono radunati un gruppo di manifestanti pro life, che stanno protestando per ottenerne la chiusura. In questo centro non si pratica solo l’aborto, ma si fa prevenzione: offre anche servizi sulla contraccezione e test dell’hiv.

In Irlanda del Nord l’aborto non è totalmente vietato, si può praticare entro le prime 9 settimane, ma solo se la mamma è in pericolo di vita o ci sono rischi per la sua salute sia fisica sia mentale. In Italia le settimane a disposizione sono 12 e la madre è libera di scegliere per il suo futuro e per quello del suo bambino (sempre che non debba fare i conti con qualche medico obiettore). Un attivista ha dichiarato:

Il nostro sistema giudiziario sta investigando sulla Marie Stopes International e vogliamo essere sicuri che rispetti le regole. Il messaggio è comunque che qui non sono i benvenuti, l’Irlanda è un paese che è contrario all’aborto.

E poi ancora:

Abbiamo ostetriche e ospedali pubblici qui da noi che si occupano del bimbo e della madre. Non è una scelta uccidere un bimbo non nato. Ci sono due persone in una gravidanza.?

Un’altra ragazza invece ha raccontato di aver abortito acquistando dei farmaci online, proprio a causa della legge irlandese:

Non mi pento del mio aborto, ma è stato terribile quello che ho dovuto attraversare. Sono stata lasciata sola ad affrontare tutto questo senza aiuto medico.

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