Intervista a Licia Troisi, terza e ultima parte: la scrittura

Primo piano di Licia TroisiNelle prime due parti della nostra intervista, abbiamo parlato con Licia Troisi della maternità, di come la gravidanza sta cambiando il suo lavoro e anche di qualche curiosità. Chiudiamo questa piacevole conversazione con domande legate alla scrittura e ai suoi progetti futuri, grazie anche alla collaborazione di Monica Cruciani di Booksblog.

Ultimamente nel tuo blog ti chiedono di scrivere un non – fantasy. Io invece ti chiedo: visto che per troppe donne il fantasy è roba da maschi, non è forse ora di creare personaggi fantasy per l'infanzia delle nostre bambine? Per dare loro una mitologia tipicamente femminile e un nuovo modo di pensare a sé stesse?
"Non saprei. È vero che per parecchio tempo il fantasy è stato percepito come un genere maschile, e in effetti non è che ci sia abbondanza di protagoniste femminili, ma le cose stanno cambiando in questi ultimi anni, ed è sicuramente un bene. Personalmente, tendo a considerare chi mi circonda prima di tutto persona, e il sesso è una, e soltanto una, delle caratteristiche che fanno di essa ciò che è. Per cui la questione di genere mi ha sempre interessato in quest’ottica, che penso però possa essere utile per promuovere un’uguaglianza di fatto tra uomini e donne; secondo me ancora non è stata del tutto raggiunta. Comunque, ho scritto anche una saga fantastica per un pubblico un po’ più giovane, La Ragazza Drago, che ha ancora per protagonista un personaggio femminile, una ragazzina di tredici anni."

Qual è la differenza principale, secondo te, tra il fantasy scritto da una donna e quello scritto da un uomo?
"In verità non saprei dirlo. In genere quando leggo mi immergo molto nella storia, dimenticandomi i particolari della biografia dell’autore. In genere si dice che le donne tendono a mettere maggiormente in luce l’aspetto psicologico dei personaggi, a volte con esiti anche un po’ eccessivi, ma non saprei dire se questa cosa è del tutto vera."

Aspetti una bambina e mi sembra quasi una specie di logico happy end per una donna che scrive di donne. Le tue protagoniste però sono ben più forti e articolate, nei loro pensieri, scelte ed emozioni, rispetto ai classici personaggi femminili della letteratura. Credi che noi donne, da bambine, subiamo in qualche modo l’influenza di tali modelli?
"Dipende da quel che si legge. Non tutte le donne letterarie sono figure banali o monodimensionali, anzi: un buon libro deve avere personaggi sfaccettati, che si tratti di uomini o di donne. Non so, mi viene in mente la Giorgia Cantini di Grazia Verasani, di cui ho letto di recente l’ultima avventura letteraria. Di Tutti e di Nessuno. I libri sono pieni di figure di donne atipiche, che scelgono il proprio destino indipendentemente dai condizionamenti sociali. Quanto a tali condizionamenti, io credo che funzionino soprattutto nell’ambito di media più pervasivi, come la tv: sono televisione e pubblicità che ci presentano un modello di donna sempre più appiattito su due uniche tipologie, ossia quella angelicata che si sacrifica per la famiglia e quella un po’ stronza che usa il proprio corpo per far carriera. Sono questi i modelli che tendono a influenzarci di più, soprattutto quando siamo bambine."

Qual è la domanda che aspetti ancora di sentire? C'è un argomento che ti sta a cuore e che continua a sfuggire durante le interviste?
"Tutto sommato no. Ho fatto un sacco di interviste in questi cinque anni di avventura letteraria, e devo dire che nel complesso sono stati toccati un po' tutti gli aspetti che mi stavano a cuore. Ogni intervista è una storia a sé, che permette di indagare aspetti diversi di quel che sono come persona e scrittrice. Mi piace in genere affidarmi alla sensibilità di chi mi intervista: è il modo migliore per tirare fuori discussioni interessanti."

E ora due domande da Monica Cruciani di Booksblog

Amo molto il Mondo Emerso (sto finendo proprio ora Figlia del Sangue. Mi raccomando: niente spoiler!) e sono assolutamente ben predisposta a leggere altre saghe ambientate "lì", però volevo chiederti se pensi di creare altri mondi fantasy di tipo "classico" (sul genere di Cronache, Guerre e Leggende, appunto) diversi, in un prossimo futuro?
"In effetti sì, inizia a stuzzicarmi l’idea di provare a scrivere qualcosa fuori dal Mondo Emerso. Sento il bisogno di prendere una pausa, di tentare a muovermi in territori completamente vergini in cui sentirmi più libera di creare ciò che voglio. In parte l’ho già fatto con La Ragazza Drago, ma adesso mi piacerebbe provare anche con qualcosa di ancora diverso."

Per quanto riguarda l'urban fantasy, visto l'enorme gradimento del pubblico Young Adult, al quale il tuo lavoro, in buona parte, si rivolge, hai pensato a qualche progetto, al di là de La Ragazza Drago che ha un target abbastanza giovanile?
"Ogni tanto ci penso, ma per ora tutto è ancora molto nebuloso. Sono molto concentrata sul completamento dei due progetti che ho in cantiere, ossia il terzo volume de La Ragazza Drago, che sto scrivendo proprio in questo periodo, e la conclusione de Le Leggende. Magari l’anno prossimo, di questo periodo, inizierò ad avere le idee un po’ più chiare su quel che mi piacerebbe scrivere dopo. Adesso ho qualche idea che mi frulla per la testa, ma si tratta ancora di cose piuttosto confuse."

Grazie a Licia Troisi per la sua disponibilità e un grosso in bocca al lupo da tutti noi di Bebeblog!

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