La percentuale dei neonati sottoposti al test dell'udito è in aumento

neonati-test-uditoIl test dell’udito sui neonati si fa solo per scelta e fino a poco fa non erano molti i genitori che sottoponevano i figli appena nati a questo tipo di screening. Ora, invece, la percentuale dei bimbi sottoposti al test è in aumento, secondo i dati dell’ultima rilevazione dell’Osservatorio Disabilità del Dipartimento di Scienze biomediche ISFOL-Istituto Italiano di Medicina Sociale.

Dal 60,2 per cento del 2008 si è passati all’80 per cento del 2011. Un bel passo avanti, ma si deve fare ancora di più. Infatti, non tutte le Regioni sono attrezzate, ma i costi per organizzare i centri sono contenuti. E' fondamentale come strumento di prevenzione, affinchè i piccoli con problemi di udito e i familiari conducano una vita normale. Lo screening audiologico, se fatto entro i primi 3 o 4 mesi di vita, è la soluzione per scoprire subito i problemi di sordità di un bambino e intervenire precocemente.

Ma siccome il test non è obbligatorio, in molte regioni non si è organizzati, soprattutto in quelle "dove la sordità ha la più alta incidenza" -Basilicata, Calabria e Sicilia-.Bisogna istituire una legge regionale che renda obbligatorio lo screening. In Italia l'esame si fa su base volontaria per decisione dei direttori delle neonatologie. Solo sette regioni seguono una normativa al riguardo.

Via | Corriere
Foto | Getty Images

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