Fiocchi per la nascita: rosa, azzurri o arcobaleno?

fiocco rosaIl rosa è un colore che rende le bambine deboli e stupide? Secondo il sottosegretario alla giustizia di Sua Maestà Britannica Bridget Prentice sì, tanto da aiutare l'associazione dei Pinkstik che boicottano quei negozi con vetrine piene di accessori rosa da bambine. La notizia, apparsa sul Corriere della sera e ripresa dalla rivista Uppa - Un pediatra per amico, è quanto meno curiosa. I miei amici sanno che sono una che si batte sempre molto perché le nostre bambine non diventino "femminucce", vestite solo di rosa e interessate solo a Barbie. Cerco di vestire mia figlia con colori sempre differenti, malgrado le sue richieste.

Negli ultimi tempi infatti ha cominciato a chiedermi esplicitamente di essere vestita di rosa o di violetto, forse perché, è una mia deduzione, alla scuola materna sono molto evidenti le differenze di abbigliamento tra maschietti e femminucce; forse anche perché Barbie e altri personaggi dei cartoni che lei segue usano molto il rosa.

Secondo Paolo Sarti, pediatra di Firenze e collaboratore di Uppa con una sua rubrica per tutto il 2008 “L’attribuzione di aspettative di ruolo, già iniziata in gravidanza, trova nella nascita un preciso momento cromatico codificato da tempo: il rosa o l’azzurro che accompagnano da subito il neonato, a cominciare dalla coccarda appesa alla porta. In seguito i genitori, così come i parenti e gli amici, faranno sempre molta attenzione a ribadire la codifica sessuale nella scelta del vestiario: colori più intensi, forti, contrastati se è maschio e sfumature delicate, morbide, meno “emergenti”, se femmina….” (UPPA marzo-aprile 2008; pagina 35).

Le osservazioni di Paolo Sarti mi trovano pienamente d'accordo, tuttavia mi chiedo se davvero ha senso cominciare una rivoluzione culturale partendo dai fiocchi che decorano le porte delle neo mamme. Certo, un fiocco arcobaleno sarebbe carino, a patto di inventarci poi un altro sistema per far capire se in quella casa è nato un maschietto o una femminuccia.

Tuttavia, se non cambia qualcosa nel modo di comportarsi degli adulti, nelle leggi, nei metodi di insegnamento, nella retribuzione delle carriere servirà a poco questa piccola rivoluzione o la contestazione dei Pinkstik. Penso invece che il giorno in cui vedremo un nuovo tipo di fiocco per la nascita alle porte e, nei negozi, vestiti, bambole e accessori di colori vari e accesi (nonché maglioncini rosa per i maschietti) quello sarà il segno che la mentalità è davvero cambiata.

L'articolo del Corriere infatti conclude "Comunque la pensino le pinkstinkers o il Daily Telegraph una cosa non si discute: non sta scritto da nessuna parte che una bambina cresciuta con le bambole e i vestitini rosa non possa diventare una grande scienziata o una grande scrittrice. O, al contrario, che una bambina alla quale è stato negato il rosa si evolva in un clone delle bamboline alla Paris Hilton".

Via | Uppa
Foto | Flickr

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