Ipnosi per il parto per un travaglio più rapido e meno doloroso

Sono sempre stata decisa a partorire naturalmente, ma nello stesso tempo volevo affrontare al meglio il dolore e il travaglio, come immagino desiderino tutte le future mamme, che non si sentano "martiri da parto". Come fare?

Verso la fine della gravidanza vengo a sapere che a che a una settantina di km da casa esiste un medico che insegna l'ipnosi per il parto. Non sono del tutto digiuna riguardo all'ipnosi, quindi non ho i pregiudizi che spesso tengono lontana la gente dall'ipnosi, del tipo "l'ipnosi è come un sonno, quando ti svegli non ricordi nulla e l'ipnotista-ciarlatano può farti fare quello che vuole". Così qualche tempo dopo arrivo nello studio del dottore.

Lo scopo di quest'unica seduta, mi spiega, è insegnare alla donna ad accedere al suo "rifugio tranquillo", un luogo mentale dove ritrovare la calma e la pace, allontanando la paura del dolore, che spesso fa attendere con terrore la spinta successiva durante il travaglio.
Parlandomi e toccandomi braccia e mani il dottore mi fa rilassare e quando ho raggiunto lo stato mentale giusto, m’insegna a tornarci da sola, ovvero l’autoipnosi, tramite un “gesto simbolico”. Ripetendo più volte la sequenza di entrata e uscita da questo stato di rilassamento, è possibile ancorare al corpo e alla mente la modalità di accesso al mio rifugio personale.

La seduta è finita e, su consiglio del medico, ripeto ogni giorno questa procedura, in modo che mi diventi sempre più facile raggiungere il rilassamento, anche quando le condizioni non sono così tranquille come nel suo studio (mio marito è stato sempre presente durante la seduta).

Finalmente arriva il momento del parto: poco dopo l’arrivo in ospedale inizio a rilassarmi, poi durante il travaglio riesco a recuperare la calma e il controllo della situazione tra una spinta e l’altra, proprio come aveva detto il dottore. Oltre a questo, mio marito m’infonde grande tranquillità e incoraggiamento.

Sicuramente molti fattori influiscono sullo svolgimento del travaglio e ogni donna è un mondo a sé, però, per quanto mi riguarda, la fase delle spinte è durata un’ora e il dolore è stato sopportabile, niente a che vedere con i racconti "terrorizzanti" di certe donne.
Una volta tornata a casa con mio marito e mia figlia, ho applicato ancora l’autoipnosi per prendere sonno facilmente tra una poppata notturna e l’altra. Magari ci sarei riuscita comunque, vista la stanchezza!

Se siete in dolce attesa, il mio consiglio è d’informarvi se nella vostra zona ci sono dottori che insegnano l’ipnosi per il parto e se sì (e il costo non è esorbitante), provate a fare la seduta, potrebbe migliorare il vostro benessere e facilitare il parto.
Foto | Flickr

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