Ministero dell'Istruzione valorizza la scuola pubblica, ma lo spot è girato in una privata tedesca

Promuovere la scuola italiana non dovrebbe essere complicato. Infatti, il nuovo spot del Ministero dell’Istruzione, intitolato "Porta a scuola i tuoi sogni”, è davvero bellissimo. C’è un unico problema: è realizzato nel celebre e costoso istituto privato Deutsche Schule Mailand. Non solo quindi non è stata scelta una scuola pubblica, ma quella portata come esempio e spacciata per italiana è la scuola tedesca.

Nel video, che sul canale di youtube ha superato le 15mila visualizzazioni, si sente la voce di Roberto Vecchioni che, prima di essere un cantautore di successo, è un insegnante. Il prof racconta il valore dell’istruzione e di quanto sia importante per i ragazzi il sapere, uno strumento per coltivare e realizzare i propri sogni.

Il professore fa la differenza tra la scuola di oggi, fatta di nuove tecnologie ed ebook, e quella di ieri.

Quando studiavo io, c’erano i libri di carta e le lavagne con il gesso, e imparavamo solo dalle maestre e dai professori. Oggi c’è internet, ci sono i libri elettronici, le lavagne digitali e succede anche che siamo noi insegnati a imparare dai ragazzi. Quello che non è mai cambiato è il valore dello studio.

Alla fine del video compare Vecchioni che sorride alla scuola, ai giovani e all’istruzione. Insomma, tutto sembra perfetto, peccato solo una massiccia dose di ipocrisia, che non fa bene ai ragazzi e soprattutto non fa bene alla scuola pubblica. Ovviamente, il web non ci sta ed è già scoppiata la polemica. Polemica, che tocca anche il professore. Internet, infatti, si chiede come mai un uomo di cultura, un insegnante, si sia prestato a un simile spot. Il Miur ha ovviamente risposto alle critiche. Il Ministero sostiene di aver affidato la realizzazione dello spot a un curatore che ha scelto i luoghi, la colonna sonora e le persone (le comparse) in totale autonomia.

Le polemiche sono prive di fondamento. Il video racconta la scuola italiana che, per legge, è composta da pubblica e privata, tanto che è cambiato il nome stesso del ministero che non si chiama più 'pubblica istruzione' ma 'dell'istruzione.

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