Partorire senza dolore: la petizione dell'Aipa

Partorire con o senza l'epidurale? Mentre leggevo l'intervista a Licia Troisi, mi sono resa conto che è ancora un dibattito aperto, sia fra le mamme sia fra i medici. Secondo alcune ricerche il dolore del parto aiuta a stabilire il legame tra madre e figlio. Mi sembra assurdo. Ci sono donne che nei primi momenti provano addirittura rabbia verso il neonato per quello che hanno dovuto sopportare.

In Italia il dibattito è più acceso che altrove perché l'epidurale non è gratuita e garantita per tutte le partorienti. Tutte noi, credo, abbiamo sentito raccontare le storie più disparate in merito: anestesisti presenti solo in alcune fasce orarie, medici che rimproverano le donne di non saper partorire, ostetriche contrarie all'epidurale. Per fortuna ci sono anche ospedali in cui si da per scontato questo diritto.

In effetti credo che il problema vero sia che in Italia la donna non è messa nelle condizioni di poter scegliere liberamente. Se ci fossero non solo corsi pre parto, ma un'assistenza continua e non invasiva e soprattutto un atteggiamento positivo e incoraggiante verso la donna e la sua maternità, sicuramente molte donne sceglierebbero di partorire senza analgesia, convinte di farcela.

Allo stesso modo, un atteggiamento non colpevolizzante consentirebbe a chi non ce la fa, per problemi di ordine fisico o emotivo, di scegliere l'epidurale serenamente, senza per questo sentirsi meno capace delle altre mamme. Senza contare che meno ansie, paure e dolori consentono sicuramente di ridurre quei cesarei d'urgenza dovuti a blocchi psicologici della partoriente.

Un'associazione che si batte per il diritto all'epidurale è l'Aipa, Associazione Italiana Parto in Analgesia, nata dall'esperienza di donne come noi, che hanno sentito di poter far qualcosa perché l'Ialia si allinei agli altri paesi europei. Nel filmato potrete seguire, attraverso l'intervista alla presidentessa dell'associazione Paola Banovaz, il loro progetto e la loro petizione.

Posso parlare, per quanto riguarda il parto, solo per sentito dire, avendo io fatto un cesareo. Ho amiche che dall'inizio avevano deciso di partorire senza epidurale perché volevano vivere il parto per intero, dolore compreso, e altre che invece hanno richiesto e ottenuto l'analgesia. Trovo però assurdo che una donna che chiede l'epidurale debba essere, prima di ottenerla, rimbrottata dal ginecologo perché una volta le donne non avevano di questi problemi. Ho sentito anche alcuni uomini, non medici, ragionare così. Si fermavano solo quando facevo loro notare che allora potevano farsi tirare i denti senza anestesia, visto che si tratta di un dolore inferiore a quello del parto o magari operarsi dopo essersi tracannati semplicemente due bottiglie di Wisky.

Lo sconforto però aumenta a dismisura quando a fare questi discorsi sono le donne, donne che hanno partorito senza epidurale e che pretendono che anche le altre facciano lo stesso, guardandole dall'alto in basso come delle incapaci. Credo sia fondamentale almeno tra donne il rispetto per le differenze individuali e per un momento così delicato come quello del parto. Attendo i vostri commenti a riguardo naturalmente e magari anche le vostre esperienze.

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