L’idea di partorire in casa ha i suoi sostenitori e i suoi detrattori. Allo stesso modo l’idea di partorire in acqua, specie se in casa, suscita animose discussioni tra chi ritiene che l’acqua sia l’ambiente migliore per nascere e chi si affida ai metodi più diffusi. Quello che spesso rende difficoltoso il parto in acqua, tuttavia, è la mancanza di adeguate attrezzature. È per questo che Waterbirth Vessel sembra più di quanto effettivamente non sia, cioè una vasca in cui partorire.

Più grande della vasca da bagno di casa e più confortevole di una piscinetta d’ospedale, certo, ma in fondo sempre e comunque una vasca. È un sintomo importante, però, che la ricerca e la tecnologia investano in metodologie finora praticate solo da pochi.

Allo spazio per la partoriente, completo di comoda seduta, si aggiunge un sistema di idromassaggio alla schiena che allieva i dolori del parto e naturalmente lo spazio apposito per il medico che assiste. Non è chiaro a cosa serva l’arco superiore (ci saranno luci artificiali aggiuntive per illuminare il centro della scena?) ma dà quel tocco futuristico che contrasta – anche se non disturba – con l’idea della naturalità del parto in acqua. Nel complesso sembra una barca. Ma dopotutto anche la nascita è l’inizio di un viaggio, no?

Via | ElBlogAlternativo.com

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