E' giusto portare i bambini in visita al cimitero per l'omaggio ai defunti?


Portare i bambini al cimitero oppure no? Sono molti i genitori che si stanno chiedendo cosa sia giusto fare in questa giornata, dedicata proprio alla Commemorazione dei Defunti. A dare qualche consiglio è il pediatra di Milano Italo Farnetani, che sostiene che i piccoli di casa debbano essere coinvolti nell’omaggio ai cari scomparsi, affinché possano imparare che la morte è semplicemente una fase della vita.

Spesso quello al cimitero è un passaggio che si evita ai piccoli di casa, per non traumatizzarli. Invece, se si affronta nel modo giusto, questo periodo dell’anno può essere utile per un percorso di crescita. Se c’è un lutto fresco o un dolore ancora molto forte, bisogna essere certi di proteggere il bambino. Negli altri casi, invece, si può affrontare la commemorazione dei defunti come una sorta di percorso tarato sull’età del bambino e il suo livello di comprensione.

Esiste quindi un modo diverso di relazionarsi al piccolo in base all’età: dai 3 ai 6 anni, la morte è complicata da capire e soprattutto non è facile spiegare che cosa sia successo al nonno, al genitore o al parente scomparso. Consideriamo, inoltre, che in questa età i ricordi sono vivaci e mentire non sarebbe giusto. Per dare un senso di continuità, andate pure al cimitero con il piccolo portando magari un fiore, quello preferito dalla persona morta. Gli adolescenti vivono la morte diversamente, in modo più profondo e simile a quello degli adulti. Non bisogna quindi sottovalutare la loro sofferenza.

Vale il discorso dell’omaggio al defunto e del rafforzamento dei legami familiari, ma cercando sempre di proteggerli da dolore e sofferenza. È importante, in ogni caso, dare una speranza ai bambini e agli adolescenti, dunque anche chi è agnostico e crede che dopo la morte tutto finisca dovrebbe lasciare aperta una porta alla speranza.

Foto| Getty Images
Via| LaStampa

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