Bambini, sport e doping: un legame inquietante

Piscina vuotaPer i bambini lo sport dovrebbe essere principalmente divertimento. Anche quando i nostri piccoli crescono e intravediamo per loro la strada del professionismo non dovremmo mai mettere una medaglia, un risultato, un record, al di sopra di certi codici morali e soprattutto della loro salute.

Non tutti i genitori la pensano così. Fiamma Satta su Vanity Fair rimanda in proposito ad un articolo uscito sulla Gazzetta dello sport: una coppia di Padova dopava la figlia quindicenne, nuotatrice, con una pratica (ozono terapia per autoemotrasfusione) che le faceva rischiare l'embolia. Tutto avveniva nello studio di un medico già sotto inchiesta per doping.

Ciò che mi ha fatto inorridire non è la trasfusione sulla ragazzina di quindici anni, ma il percorso che questa bambina nuotatrice deve aver fatto nella sua infanzia. Genitori coscienziosi non prendono certo simili decisioni da un giorno all'altro come si prende una tegola in testa. Ci sono dietro anni di suggerimenti, di orientamenti, di pressioni psicologiche verso i propri figli.

Ora questa ragazzina, cui avevano già tolto il gusto dello sport, della competizione sana, dell'accettazione dei propri limiti, si ritrova anche senza genitori. A prescindere, infatti, dalla condanna che subiranno, lo strappo interiore che questa adolescente sta subendo è forte, fortissimo.

E' proprio vero, come sostiene Fiamma Satta nel suo articolo, che è ora di ricordare che dopo Onora il padre e la madre (magari anche prima) ci dovrebbe essere il comandamento Onora i figli.

Via | Vanity Fair
Foto | Flickr

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