Allarme incidenti domestici per i bimbi, il vero pericolo è in casa

incidenti_domestici_bimbi La casa per i più piccoli dovrebbe essere un cantuccio sicuro dove rilassarsi nel calore della famiglia. Ma spesso è proprio l'abitazione che nasconde i maggiori pericoli. Sono, infatti, quasi 400mila all'anno i casi di incidenti domestici per i bimbi, più maschietti, generalmente più spericolati, che femminucce.

A lanciare l'allarme è il Sistema Informativo Nazionale sugli Incidenti in Ambiente di Civile Abitazione -Siniaca- dell'Istituto Superiore di Sanità che ha monitorato 20 centri di pronto soccorso sparsi in tutta Italia. Per i bambini e ragazzini da zero a 14 anni, il primo motivo per cui precipitarsi al Pronto soccorso sono le cadute -53 per cento dei casi- a seguire urti, ferite da taglio e ustioni.

Le zone della casa più pericolose sono in ordine crescente, la camera da letto- incidenti causati principalmente per cadute da letto, poltrone, sedie, scale-, la cucina e il salone.

Ci sono anche casi di piccoli che cadono da fasciatoi e seggioloni, ingeriscono corpi estranei e rischiano il soffocamento o avvelenamento. Tra gli incidenti ci sono anche quelli causati da ustioni per aver toccato l'acqua bollente, il cibo e le pentole appena tolti dal fuoco.

Ma come prevenire questo tipo di incidenti? I medici consigliano di non lasciare mai i bimbi piccoli da soli, nemmeno per un attimo. Bastano pochi secondi per ingerire una pila a disco o aprire il rubinetto dell'acqua calda. In particolare Angelo Milazzo, pediatra e membro della Società italiana di pediatria preventiva e sociale, consiglia:

"E' bene ricordare che i bambini iniziano a muoversi già nei primi mesi di vita, per questo non bisogna mai allontanarsi lasciandoli posizionati su un piano alto. Ma la cosa più importante è valutare con attenzione la reazione del bambino: se quando cade subito dopo ride non è il caso di preoccuparsi troppo, così come se dopo aver pianto un po' smette. Invece, se il dolore persiste a lungo e il piccolo perde i sensi o vomita allora è il caso di andare in Pronto soccorso".

Via | Tgcom24
Foto | Getty Images

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