Educare un bambino è un compito difficile ed impegnativo, soprattutto se mamma e papà hanno punti di vista diversi sui temi fondamentali dell’educazione: cosa mangiare, dove dormire, i capricci e così via.

Perché, diciamolo pure, il problema più importante di tutti è proprio quel continuo guardarsi di sottecchi disapprovvandosi palesemente l’uno con l’altro. Nelle chiacchierate tra mamme, all’uscita dall’asilo o davanti ad un caffè, ci ritroviamo sempre a dire le stesse cose: “Dopo che ci ho messo una giornata per far accettare un no, il papà torna e senza neanche controllare dice sì proprio a quella richiesta”.

Nel mio caso, ci ho messo un mese (in cui ero da sola con mia figlia) per insegnarle ad addormentarsi senza il biberon del latte e per fare a meno del pannolino almeno durante il sonno pomeridiano. Sono stati poi sufficienti due giorni col padre perché riacquistasse le cattive abitudini.

No, non sono separata. Siamo felicemente sposati, a meno che non si tocchi il tasto dell’educazione di nostra figlia. La mia impressione, che credo fortissimamente ancorata alla realtà, è che per molti genitori la scelta educativa migliore coincida con quella che costa loro meno fatica. Sempre nel mio caso: un biberon di latte caldo in più equivale ad una favola in meno da raccontare o ad una regola in meno da imporre.

Questi contrasti, che siano palesi oppure sotterranei, non fanno bene né alla coppia né al bambino, che anche quando non assiste alle eventuali discussioni tra i suoi genitori, vive comunque secondo un sistema educativo binario, sfruttando quello che più gli conviene in quel momento, ma accrescendo, senza ovviamente rendersene conto, il proprio senso di insicurezza.

Foto | Flickr

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