L'allergia al pesce nei bambini, quali sono i sintomi e come si cura


L’allergia al pesce, purtroppo, è abbastanza comune, soprattutto ai crostacei, per questo motivo è necessario fare molta attenzione al momento dello svezzamento. In linea di massima, gli esperti concordano nell’introduzione di questo alimento intorno all’ottavo mese, per evitare sensibilizzazione allergiche. Per iniziare va somministrato il pesce azzurro che può sostituire la carne e può essere condito con un po’ d’olio o un passato di verdure.

I pesci migliori sono quelli magri e quindi più leggeri, come il merluzzo, il nasello, la cernia, il rombo, ma anche la sogliola. Se notate che il bambino risponde bene, potete anche proporglielo due o tre volte la settimana. Evitate, invece, i crostacei e i molluschi (mai prima dei due anni). Se i genitori sono allergici al pesce, è meglio rinviare l’introduzione dopo il compimento dell’anno di età.

Nella popolazione pediatrica italiana, il pesce risulta al quarto posto dopo latte, uova e semi come causa allergica. Come si manifesta? I sintomi più comuni sono il rash cutaneo abbastanza evidente, crampi, nausea, diarrea, attacchi d’asma. Per la diagnosi, è bene fare i test cutanei che sono abbastanza affidabili. L’allergia al pesce e ai frutti di mare è considerata perenne, anche se esiste una piccola percentuale di casi (3 %) che vanno incontro a una remissione spontanea. L’allergene più famoso è l’M del merluzzo, denominato “paralbumina” (Gad cl). Per la cura, la cosa migliore è l’esclusione di questo cibo dalla dieta.

Via| Mammaepappa; Fosan
Foto| Flickr

  • shares
  • Mail