La comunicazione in famiglia ai tempi di internet: una storia vera

Coppia al pc nel parcoIn un numero della rivista Ikea Family Live (inverno 2009) leggo la storia di questa famiglia viennese: otto persone, dagli 11 agli 87 anni, vivono insieme in due appartamenti di cento mq l'uno. C'è un nuovo nucleo famigliare con cui vivono anche i figli di precedenti matrimoni. Ecco la descrizione che fa la mamma: la nostra grande famiglia è come una piccola impresa e tra di noi comunichiamo con la posta elettronica. Se mandi un e-mail, in dieci minuti ti rispondono tutti. Scrivo persino a Monika in camera sua per avvisarla che è pronta la cena.

Ora, devo ammettere che è sicuramente meglio una mail del solito urlo ripetuto a intermittenza: è prontooooooooo! Quante volte vi ha dato sui nervi essere chiamati così dalla mamma, dal papà, dai fratelli. Voi rispondevate: che c'èèèèè? E loro: vieeeeniiiiiiiiii!. Salvo poi scoprire che non era niente di importante.

Come genitori, invece, che rabbia chiamare un figlio sapendo che non ci ascolta o che fa finta di non aver sentito (lo fa la mia a 4 anni, figuriamoci cosa succederà a 12). Un'email sembra davvero il male minore, a confronto. Però, diciamocelo, parliamo, nel caso dei viennesi, di una casa di 100 mq non della Reggia di Caserta. E' anche un po' triste comunicare via pc o, come mi dicono alcuni, via cellulare.

Davvero non siamo più capaci di fare quei tre passi in più per avvicinarci e chiamare, senza urlare, il nostro interlocutore? Proprio perché viviamo in tempi frenetici, non sarebbe una buona cosa salvare e insegnare ai nostri bambini la comunicazione interpersonale almeno nei suoi minimi termini e ristabilire, per dirne una, anche l'uso del citofono?

Foto | Flickr

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