Cosa fare per il piede piatto nei bambini e quali conseguenze comporta


Il piede piatto, nella prima infanzia, è assolutamente fisiologico e non deve preoccupare i genitori. Il bambino sta trovando il suo equilibrio e tenderà a correggersi da solo superati i tre anni. Può invece diventare un problema dopo i 5 anni. E’ molto importante quindi far fare al piccolo i regolari controlli dal pediatra, per monitorare la crescita, e nel caso anche da un ortopedico.

Si definisce piatto, quando è assente l’arco nella pianta del piede, che tende a svilupparsi molto lentamente e si rafforza con il passare degli anni. Quali sono i sintomi? Spesso, purtroppo, è asintomatico. In linea di massima, però, prestate molta attenzione quando il piccolo lamenta dolore al piede, alla caviglia o nella parte bassa della gamba. Quali sono, invece, le cause? Possono essere di diverso tipo: congenite o acquisite.

Una volta che il dottore ha diagnosticato il piede piatto è fondamentale intraprendere un processo di fisioterapia, che per molti pazienti porta alla completa guarigione. Il bimbo dovrà eseguire degli esercizi molto semplici per rafforzare la muscolatura del piede. In alcuni casi, inoltre, il medico prescriverà anche l’uso di un plantare o soletta, proprio per stimolare l’arco plantare.

La terapia deve essere svolta durante l’infanzia, fino al completamento dello sviluppo. Dai 15 anni in poi, infatti, è molto difficile recuperare un piede piatto. Nei casi più gravi, infine, potrebbe essere necessario un piccolo intervento chirurgico. Ovviamente, in qualsiasi caso, deve essere il dottore a stabilire come procedere. Infine, gli ultimi consigli. State molto attenti alle scarpe del bambino, che devono essere morbide e flessibili. Inoltre, fatelo camminare scalzo per stimolare la muscolatura del piedino.

Foto| Flickr
Via| Guida Genitori

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