Citomegalovirus in gravidanza: come diagnosticarlo, come curarlo

Donna incinta che fa i palloncini con la gomma da masticare
Il citomegalovirus è, come dice la parola stessa, un virus: si diffonde velocemente e facilmente e spesso non da alcun sintomo. I danni che può arrecare al feto sono molteplici, a volte talmente tanto gravi che i medici consigliano l'interruzione della gravidanza. Malgrado ciò moltissimi ginecologi non prescrivono delle regolari analisi per diagnosticarlo.

In caso di diagnosi, ma anche in caso di contagio del feto (riscontrabile tramite amniocentesi) la cura c'è: si effettua con le gammaglobuline. Perciò parlatene col vostro medico di fiducia ed esigete queste analisi, che in prima istanza riguarderanno solo voi e solo successivamente, in caso di positività, anche il bambino.

Come mai, malgrado abbia un'incidenza maggiore della toxoplasmosi, le analisi per il citomegalovirus non vengono fatte a tappeto? A voler pensar male dipende dal fatto che le cure con le immunoglobuline sono costosissime tanto che, vergognosamente, sono a carico del paziente in moltissime regioni, tranne Abruzzo e Umbria.

A Manuela Accardo il virus è stato diagnosticato casualmente e troppo tardi perché si potesse far qualcosa. Suo figlio, dopo la nascita, ha passato diciotto mesi in ospedale. A seguito di questa esperienza, Manuela ha fondato un'associazione: Co.Mic ovvero Comitato per la diagnosi e la terapia delle Malattie Infettive citomegaliche pre e post natali. Potete scriverle per avere maggiori informazioni: manuela.accardo@comitatomic.it .

Via | Uppa
Foto | Flickr

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