Credo che Brooke Shields, interprete di Laguna Blu, sia la prima immagine di lolita che mi viene in mente. Ho un ricordo piuttosto lontano di un servizio fotografico con questa bambina seminuda e truccatissima, che mi lasciò perplessa. Non riuscivo a mettere insieme l’età della modella e il messaggio che mandava. Oggi definirei con termini precisi certe immagini, ma non è di lei che voglio parlare.

Il gap generazionale è sempre esistito e ci porta a dire frasi scontate del tipo: ai miei tempi le ragazze non andavano in giro così, noi non eravamo così precoci, le ragazzine di oggi fanno paura e così via. A pelle, però, sentiamo che qualcosa è cambiato o meglio: ci sembra che stranamente pur essendo nel 2009 non siano cambiati certi stereotipi.

Parlando tra mamme ci siamo chieste quanto bene faccia proporre alle nostre figlie modelli di femminilità che insistono su due soli componenti della femminilità stessa: il corpo e la seduttività. Infatti, la questione non è soltanto quanti centimetri è lecito lasciare scoperti vestendo le nostre ragazzine o lasciando che si scelgano i vestiti da sole.

La questione è forse un po’ più complessa, ovvero: perché far credere alle nostre figlie che per costruirsi un futuro devono giocarsi l’arma della seduzione? E’ un potere illusorio e molto pericoloso, soprattutto a dodici anni. Possiamo pensare che alle nostre bambine non succederà mai niente del genere, ma per averne la certezza dobbiamo lavorare molto sui messaggi che trasmettiamo loro.

Sono anni che i giornali segnalano che il confine tra ragazzine e bambine si sta notevolmente assottigliando, nel mondo della moda come in quello del cinema. Considerando però la quantità di inverosimili profezie che i mass media ci propongono per tener desta l’attenzione, questi temi passano pian piano nel dimenticatoio.

Forse il problema parte da noi mamme: ci confrontiamo palesemente con le forme delle modelle? Ci mostriamo contente delle nostre figlie solo quando hanno completini molto femminili e fanno le carine? Non dimentichiamo i papà: passano tutto il tempo a parlare in certi termini delle veline?

Personalmente non ho mai dimenticato né sopportato quelle riunioni familiari in cui tutti i maschi erano lì a parlare delle donnette di Drive in o in cui valutavano la bravura di una giornalista sulla base della sua bellezza. Mi chiedo perché, ancora oggi, sia così difficile ottenere rispetto in quanto persone. Ma ancora con più sgomento mi chiedo perché nel 2009 mi tocca sentire una donna dotata di una buona intelligenza dire: a mia figlia non serve la laurea, è una donna (la presento bene in modo che trovi un buon partito).

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