Su Facebook contro i bambini down: proposta di oscurare il sito che inneggia alla violenza

Schermata di facebookSu Facebook è nato un gruppo contro i bambini down che si chiama Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down. Nei testi presenti nelle pagine nel gruppo sono presenti ingiurie pesantissime contro le persone affette dalla sindrome. Come se non bastasse la violenza verbale, gli amministratori del gruppo esortano anche alla violenza per liberarsi di questi indesiderabili, arrivando a proporre appunto il tiro al bersaglio.

Non ci sono davvero parole. Anzi, ci sono e forse è il caso di dirle anche perché stanno prendendo nuovamente piede gli atteggiamenti di intolleranza, che comunque ci sono sempre stati, verso chiunque risulti diverso da un presunto canone di normalità. E' stato immediatamente richiesto l'intervento della Polizia Postale, che sta indagando.

Qualora fosse tutto confermato, però, l'Italia non potrebbe agire direttamente, ma far presente alla direzione statunitense la violazione dello stesso codice di Facebook (è proibito inneggiare all'odio e alla violenza) da parte del gruppo e chiederne la chiusura. Sono naturalmente insorte tutte le associazioni che si fanno portavoce dei bambini down e delle loro famiglie.

E' intervenuta anche Mara Carfagna, ministro per le pari opportunità: L'istigazione a delinquere, ovunque questa avvenga e in qualunque forma, è un reato e, di conseguenza, verrà certamente perseguito dalla magistratura. I responsabili stiano certi che saranno individuati e denunciati, che la polizia postale sta facendo il massimo per togliere di mezzo questo gruppo

Ora, poniamo che si tratti di un gruppo di nullafacenti. Voi cosa fareste? Lo so, vi vengono in mente le punizioni peggiori. Tuttavia, se si trattasse di ragazzi, magari anche di minori, personalmente auspicherei non solo multe pesantissime e mesi di attività sociali. La strada da intraprendere sarebbe una terapia psicologica seria e approfondita sia per loro che per i genitori ed eventuali fratelli. Perché l'educazione al rispetto nasce o viene a mancare prima di tutto in famiglia.

Via | Repubblica
Foto | Flickr

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